Extraterrestre

novembre 22nd, 2006 | by p.s.v. |

Per oscarblog. Una delle prove di un concorso a cui sto partecipando. A disposizione di un titolo extraterrestre, avevo 3000 battute.

“Che poi alla fine di tutto, gli extraterrestri non sono che le nostre angosce più dolorose, i nostri dubbi. Le nostre paure. Gli extraterrestri siamo noi”. Con questa stoccata il professor Marco Farina dell’università di Padova, concluse il suo intervento al congresso svoltosi nella città del santo e messo in piedi con non poche risorse dopo le mie rivelazioni e denunce, autenticate da prove incredibili. Fu il sottosegretario alla solidarietà sociale, on. Cecilia Donaggio, a credere fortemente alle mie parole e pretendere un lavoro d’equipe tra i più grossi esperti mondiali del settore. Non era stata una visione quella accadutami la notte tra il 22 e il 23 novembre 2006. Non era stata una visione perchè quella notte riuscii ad interpretare rivelazioni che poi furono usate per ripristinare la pace tra gli Stati uniti e l’Italia. Non era stata una visione perchè i segni sul mio corpo erano talmente evidenti da non lasciare spazio ai dubbi. La notte tra il 22 e il 23 dicembre 2006. Una notte fatta di lampi fuori stagione e pioggia. Una pioggia strana, ma non invadente. Una pioggia che non bagnava. Ero appena rientrato da una passeggiata notturna e m’ero messo a scrivere non so cosa. Ma quella era una pioggia strana e i lampi erano fuori stagione. In un attimo una luce bianca e accecante invase il mio corpo, senza dare spazio ad alcuna mossa. Impedito nei movimenti, non mi sbagliavo sulla bellezza accecante di una donna che m’era apparsa davanti e che non poteva essere umana. Troppe cose non quadravano oltre la pioggia e i lampi. Pareva fatta di gomma tranne nel viso. Umano anche nei particolari più piccoli. Una tuta grigia con i bordi viola nascondeva un corpo che doveva essere disarmante dalla bellezza. Ed era davvero una donna extraterrestre, bellissima e affascinante, quella che mi prese con forza dalla scrivania e mi rovesciò sul letto. Le mani di gomma a stringere i polsi cercando una morsa difficile da evitare. Immobilizzato, non dovetti far altro che ascoltare le sue parole, disegnate nella luce con un colore chimico. Interpretai immediatamente. “Vi state uccidendo tutti”. “Il petrolio esiste dappertutto”. “Smettere immediatamente, hai tutto”. Com’era arrivata sparì, lasciandomi in pasto tre frasi dal significato allucinante. “La guerra tra l’Italia e gli Stati uniti sta uccidendo il mondo. Posso fermare il conflitto con una formula molto semplice. A patto che nel mediterraneo torni la pace”. Pazzesco, mi aspettavo una ricetta per far soldi. Rubandoli a chissà quale popolo povero e indifeso. Macchè Si trattava di scavare a varie profondità e cercare il Lumerocollo un liquido fino ad allora mai usato che con pochi procedimenti poteva essere trasformato in petrolio. Petrolio per tutti, senza alcuna discriminazione. Senza alcun paese fornitore e senza alcuno inginocchiato ai suoi piedi colmo di debiti fino al collo. La formula per raggiungere il liquido e trasformarlo in petrolio, reggeva ad un unica condizione. La pace nel mediterraneo. Una pace strana, fatta di una pioggia che non bagnava e stipulata in una notte di fulmini fuori stagione.

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  1. 2 Responses to “Extraterrestre”

  2. By sciroccata on nov 22, 2006 | Reply

    magari.
    troverebbero qualcos’altro pur di scannarsi, mi sa.
    fa riflettere.

  3. By Insane Soul on nov 27, 2006 | Reply

    Vista Bro.

    Utopisticamente affascinante.
    E pungente come sempre.

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