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	<title>precipitandosivola &#187; In viaggio</title>
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		<title>1/2</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 19:48:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p.s.v.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Igor, un signore sugli ottanta titolare del &#8220;Paradiso Store&#8221; si aggrapp&#242; ansimante al banco del bar, impugnando in una mano geriatrica un euro e quaranta centesimi, pezzati in monetine da 2 e 5 centesimi. &#8220;Il mio solito mezzo Spritz all&#8217;Aperol senza ghiaccio, con abbondanti patatitine, stuzzichini e olive, bellezza&#8221;. Si mosse una folata di rabbia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Igor, un signore sugli ottanta titolare del &#8220;Paradiso Store&#8221; si aggrapp&#242; ansimante al banco del bar, impugnando in una mano geriatrica un euro e quaranta centesimi, pezzati in monetine da 2 e 5 centesimi. &#8220;Il mio solito mezzo Spritz all&#8217;Aperol senza ghiaccio, con abbondanti patatitine, stuzzichini e olive, bellezza&#8221;. Si mosse una folata di rabbia silenziosa, nell&#8217;aria condizionata dalla chimica e dagli eventi. Manu rispose al vecchio negoziante di abbigliamento fissandogli lo sguardo. &#8220;E poi cosa ti devo fare, coglione. Un Pompino a quella merda di cazzo moscio che ti ritrovi tra quelle fetide gambe rinsecchite?&#8221; Si gir&#242; dall&#8217;altra parte e con una grazia disarmante da spiazzare chiunque esclam&#242; un sensuale &#8220;Prego signora, il suo solito drink? Si accomodi pure, la servo io&#8221;. Il vecchio del negozio se ne and&#242; con un filo d&#8217;ansia conficcato tra le orecchie, se non per tornare alla carica un minuto pi&#249; tardi, accompagnato questa volta dalla moglia di una trentina d&#8217;anni pi&#249; giovane, come per farsi proteggere. E protestare un trattamento che riteneva assurdo e umiliante. La Manu serv&#236; la signora del suo Americano senza ghiaccio, si gir&#242; di scatto tirando con tutta la forza dei suoi 22 anni, un calcio nei coglioni a quell&#8217;avanzo di uomo putrido. Il vecchio schifoso si accasci&#242; su se stesso, tendando inutilmente di sfiatare dalla sua bocca cariata, il colpo ricevuto. La moglie url&#242; disperata, cercando la comprensione dei clienti in quel momento seduti ai tavoli del locale, senza trovare negli sguardi un solo piccolo cenno di aiuto. Si palpeggi&#242; furtivamente in cerca del cellulare, un vecchio Nokia, tra la tasca destra dei pantaloni e la sua vagina. La mano tremava talmente forte da impedirgli di scovare quell&#8217;affare vecchio impedendogli cos&#236; di comporre il numero verde del personale adetto alla sorveglianza del Centro Acquisti pi&#249; grande della pi&#249; grassa provincia Italiana. Tentativo goffo quanto stupido ed inutile. Le troppe e gradevoli carezze della sua mano pi&#249; fragile alla sua fica lo avevano fatto scivolare in fondo alle caviglie per via di un buco che s&#8217;era creato nella tasca dei pantaloni del suo tailleur nero marcato Gucci, incanalandosi per giunta, lungo gli stivali che le raggiungevano il ginocchio. La gente, indifferente, continuava ad ubriacarsi di Campari e Prosecco millesimato e whisky. Erano le cinque del pomeriggio che la dentiera della piacente Sabrina vol&#242; in aria, schizzando gocce di sangue in una striscia di pavimento nero come pece. &#8220;Lo vuoi questo tacco sulla fica, troia? Li vuoi questi dodici centimetri dentro a quella fica slabbrata? Federico Scavo pompava &#8220;Strump&#8221; ad un volume talmente alto da far apparire il tutto come una scena trasmessa da una tiv&#249; commerciale monca dell&#8217;audio. La cameriera, truccata di un rimmell nero pesante, si avvicin&#242; alla moglie del negoziante e alla sua bocca orfana della consueta grazia. &#8220;Sono mai venuta nel tuo cazzo di negozio a comprare dei pantaloni con una gamba sola o mezzo vestito o mezzo giaccone Armani. Sono mai venuta a chiederti mezza camicetta, troia? Qui lo Spritz all&#8217;Aperol lo vendiamo intero e costa 3 euro. Diglielo a quell&#8217;avanzo di vecchio cornuto che ti mantiene. E digli che non ti devo mantenere io, vacca.&#8221; </p>
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		<title>Messaggi, Mail, Instagram, Facebook, Twitter, Campari e Coca</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 22:53:39 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[	<p>Il telefono squilla. La sveglia suona sempre troppo presto, stanotte erano le 6 che ancora stavo tentando di leggere. Guardo il cellulare. Messaggi, Mail, Instagram, Facebook, Twitter. Mi alzo, cercando la strada che mi porta in cucina. Apro il frigo e prendo una bottiglia di Campari. Chiudo il frigo per riaprirlo immediatamente. Prendo un avanzo di Prosecco e un pezzo di limone. Il bicchiere &#232; nel lavandino, lo risciaquo leggermente, quel tanto da non rischiare sappia di coca cola. Prosecco e Campari, pi&#249; Campari che Prosecco. Bevo d&#8217;un fiato e mi accendo una Diana rossa morbida. Fumo, sentendo lo stomaco ribollire. Devo andare a cagare la sbronza della notte prima. &#8220;Non ho mangiato nulla&#8221;, penso, &#8220;cazzo &#232; che cago?&#8221; Mi alzo, spengo la sigaretta nel lavandino, apro il frigo e mi attacco alla bottoglia di Campari. Mi accendo un&#8217;altra sigaretta. Fumo, guardando i like su Instagram. C&#8217;&#232; anche un commento che per un istante mi rende felice. Ma &#232; solo un attimo, poi scappo a cagare l&#8217;alcol di una giornata, quella scorsa. Non c&#8217;&#232; carta igienica. Devo mettere direttamente il culo sotto il getto d&#8217;acqua calda del bid&#232;. Mi alzo, apro la finestra e torno in cucina, apro il frigo, prendo la bottiglia di Campari e bevo. Mi accendo una sigaretta. Fumo. Non mi lavo, non ne ho voglia. Mi vesto prendendo a caso dei vestiti sporchi dal cesto della biancheria. Mi infilo le scarpe che trovo sotto il letto. Nel prenderle mi sale un conato di vomito, ma lo trattengo. Mi lavo i denti, che il sapore della menta del dentifricio mi aiuta a sentirmi meno solo, non so perch&#233;. Torno in cucina. Apro il frigo e finisco la bottiglia di Campari, accendendomi una sigaretta. Scendo le scale, apro la porta, svuoto le tasche del giubbotto gettando a terra scontrini, biglietti e cazzi vari. Sputo il mozzicone che stringevo tra le labbra. Accendo l&#8217;auto, Lou Reed suona Hold On, caccio dentro la retro ed esco. Mi accendo una sigaretta accorgendomi che &#232; buio. Strano. Mi sono appena alzato ed &#232; gi&#224; buio. Spero siano aperti i negozi, almeno quelli. Farmacia. Due confezioni di Diazepam gocce. Supermercato. Due bottiglie di Campari e due di Prosecco di Valdobbiadene confezionati a Venezia. Da Marcello compro invece due pacchetti di Diana Rosse morbide. Il bar da Franco ha l&#8217;insegna Open illuminata. Entro. Un campari liscio con ghiaccio, pensare che in macchina ne ho due bottiglie mi fa sentire idiota. Sento il vibra del cellulare. Su Facebook alla Rita Faresin piace una mia foto inserita tramite Instagram. Scrive &#8220;Tu sei la mia anima pi&#249; bella&#8221;. Vorrei risponderle che per me non capisce un cazzo. Mi bevo il Campari e digito. &#8220;Tu invece sei la mia troia pi&#249; dannata&#8221;. Pago ed esco con gli ultimi tre euro da spendere. Accendo l&#8217;auto dirigendomi verso la piazza. Giro a caso ascoltando Lou Reed a manetta, la musica si sente lontana, credo. Lo annuso dagli sguardi della gente che si volta, mentre passo il centro. Mi fermo al bar &#8220;Alle poste&#8221;. Un Capari doppio con ghiaccio. Foursquare non funziona, volevo fare check-in che qui c&#8217;ho la mayorship. Niente. Nicola, un frocio tossico del posto mi offre da bere. Dice che mi vede bene. Io lo vedo di merda, ma non glielo dico. Su Twitter mi hanno ritwittato in 28, non era mai successo. Avevo scritto una minchiata sugli scontrini fiscali. La gente &#232; pazza, guarda solo la tiv&#249;. Nicola mi chiede se vado con lui, che c&#8217;&#232; gente che conosce che ha della coca fantastica. Prendo tempo, lasciando che il Campari scenda lentamente lungo la gola. Esco, mi accendo una sigaretta, sentendo la sua presenza seguirmi fuori dal locale. &#8220;Non ho soldi&#8221; gli dico. &#8220;Non c&#8217;&#232; problema&#8221;, mi risponde. Faccio due tiri di sigaretta. Guardo il mio profilo Facebook sul cellulare. C&#8217;&#232; un messaggio di Giovanni Pignato che mi invita ad un evento del cazzo. Non leggo gli eventi, sono cagate a prescindere e non ti aiutano di certo a sentirti meno solo e coglione. Esco da Facebook, blocco la tastiera e metto in tasca l&#8217;iPhone. &#8220;Ok Nicola, andiamo a strafarci di coca&#8221;.</p>
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		<title>Poesiuola del ritorno a casa</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 00:05:12 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[	<p>Parli a te stesso tornando a casa la sera, quando hai battuto cassa e nessuno ti riconosce pi&#249;. Non hai pi&#249; lo Spritz all&#8217;Aperol o il Prosecco millesimato o il cocktail pi&#249; duro da renderli felici e su di giri. Torni ad essere te stesso e con te stesso tra le mani percorri la strada che ti porta a casa, in una solitudine disarmante. Non sei nessuno. E non lo sarai, forse, nemmeno quando riuscirai a sdraiarti sul tuo letto da una piazza sola, felpato nelle lenzola rosa di Hello Kitty, che non ne vuole sapere di parlare con te.</p>

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		<title>Berlinstagram</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 22:44:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Avrei scelto sicuro l&#8217;inferno, forse la stagione che, in vita, Dio m&#8217;ha concesso di conoscere meglio. Non vie di mezzo davanti ai miei occhi stanchi. No a personaggi senza alcun senso. Avrei calpestato un&#8217;asfalto conosciuto in vita, sorrisi sghembi da cui difendermi, ma da cui mi ero difeso gi&#224;. Occhi la cui pupilla mi diceva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Avrei scelto sicuro l&#8217;inferno, forse la stagione che, in vita, Dio m&#8217;ha concesso di conoscere meglio. Non vie di mezzo davanti ai miei occhi stanchi. No a personaggi senza alcun senso. Avrei calpestato un&#8217;asfalto conosciuto in vita, sorrisi sghembi da cui difendermi, ma da cui mi ero difeso gi&#224;. Occhi la cui pupilla mi diceva tante cose. Avrei scelto sicuro l&#8217;inferno per questo nuovo visto a timbrare la morte.</p>

	<p><object style="height: 390px; width: 640px;"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Uf_LYPUcFwI?version=3&#038;feature=player_profilepage" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="360" src="http://www.youtube.com/v/Uf_LYPUcFwI?version=3&#038;feature=player_profilepage" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>

	<p>La canzone &#8220;<a href="http://freemusicarchive.org/music/Roberto_Billi/netBloc_Vol_21_opening_your_ears_with_jamendo/Scaccia_la_strega" target="_blank"><strong>Scaccia la Strega</strong></a>&#8221; &#232; di <a href="http://www.robertobilli.it/www.robertobilli.it/HOME.html" target="_blank"><strong>Roberto Billi</strong></a></p>
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		<title>Collection of delusions night</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 23:19:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Stavo pensando ai casini a livello relazionale che le donne sono in grado di mettere in atto in un ambiente di lavoro, in una squadra, in una famiglia allargata o al mercato. Ho concluso che sono diverse rispetto a noi maschi. Loro ragionano con la figa. E generalmente sono sempre guai. Il fumo uccide. Grazie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Stavo pensando ai casini a livello relazionale che le donne sono in grado di mettere in atto in un ambiente di lavoro, in una squadra, in una famiglia allargata o al mercato. Ho concluso che sono diverse rispetto a noi maschi. Loro ragionano con la figa. E generalmente sono sempre guai. Il fumo uccide. Grazie di aver scelto un prodotto Philip Morris. E comunque sia &#8220;fammene un altro&#8221;. Tanto per restare in tema, io odio le canzoni di natale, i film di natale che poi sono tutti film dove ci sono i cani e i gatti che parlano, odio l&#8217;atmosfera natalizia perch&#233; mi deprime, mi mette in uno stato depressivo allucinante. Odio i pranzi di natale, lo scambio degli auguri, i regali riciclati, i vestiti firmati, le famiglie attorno ad una tavola e l&#8217;arrivo di chi non dovrebbe arrivare mai, figuriamoci in un giorno in cui c&#8217;ho la depressione. Il natale, per farla breve, mi sta sul cazzo. Poi da ste parti il natale inizia con la fine di settembre e finisce il 6 di gennaio. Sai che roba. Che prima c&#8217;era splinder dove i primi bloggers italiani avevano messo su il loro ambaradam tra cui io certo, ma tra i pochissimi qualcuno aveva iniziato a infilarci dentro la foto del loro gatto o cane e adesso che son passati 10 anni e che imperversano i social network le cose non sono cambiate per nulla. Sempre pi&#249; persone postano nei loro social le foto dei loro cazzi di gatti e cani. Perfino su instagram sei buono a diventare tra i popular sbattendoci dentro un inutile foto, fatta male tra l&#8217; altro, del tuo cane o gatto che sia. Allora io dico che cambieranno pure i modi di usare il web, ma i contenuti sono spesso dannosi e idioti per il web e per chi ci naviga, ovvio. E lasciando stare il web, che poi alla fine &#232; la vita che conta, ti dico che le fighe sono di un altro pianeta. E prova a dirmi di no. Mi sono dimenticato una roba a proposito di web o di politica o di web e politica diciamo. Oggi Il sig. Bersani, segretario del PD mi ha chiesto di diventare suo follower su twitter. L&#8217;amicizia, per farla breve. Ora, vedendo che la classe politica si sta movimentando alla grande sui social network, tentando di tamponare il gap che esiste con la cittadinanza senza pensare soprattutto che noi su questi social sono anni che ci smanettiamo sopra e allora penso davvero che i politicanti siano almeno 10 anni indietro rispetto a noi comuni mortali, quelli che c&#8217;hanno i loro account su twitter, facebook, blog e quant&#8217;altro. E saremo sempre pi&#250; avanti di loro, perch&#233; comunque non riusciranno a star dietro alle innovazioni con la velocit&#225; con cui esse si presentano. Giusto per trarre una conclusione, questo &#233; un chiaro segnale che dobbiamo mandare a cagare tutti, i politici intendo. Che &#233; un po&#8217; come io andassi domani dal mio concessionario di fiducia ad ordinarmi una Fiat 127. Mi riderebbe in faccia o si preoccuperebbe per me. Va beh, comunque sia c&#8217;ho quella tua foto qui. Salvata sulla gallery, sullo sfondo del telefonino, sul desktop dell&#8217;ultimo pc, sul mio cuore. E sulla punta del mio cazzo. Aspettami. E a tutti gli insegnanti che nella vita non mi sono mai serviti dico che una foto perfetta pu&#242; solo essere un poster per una stupida stanza. Niente di pi&#249;. Che le miei foto migliori, scattate con questo bellissimo quanto inutile iPhone, sono quelle che faccio dall&#8217;isola ecologica. Una grande discarica in cui un cubo in cemento armato, aria condizionata, luci al neon e 12 tra bar e ristoranti, vomita dentro i propri rifiuti. Il vetro con la carta, la plastica con il secco, l&#8217;umido con la plastica, il secco con il vetro. Caos spacciato per riciclaggio. Confusione e ignoranza. Casino interiore dove catturare i miei colori pi&#249; vivi. Ci vorrebbe pi&#249; di un bicchiere a volte, per prendere la vita cos&#236;, senza tanti compromessi. Regole. Stasera vorrei uscire con te, piccola. Vai a ballare, dicevi? Beh, io vorrei venire a casa tua. Che io quando vado bene non me ne frega un cazzo di niente. Per concludere il tutto penso che il natale renda l&#8217;uomo disumano. O meglio, &#232; forse uno specchio reale, una foto perfetta, una descrizione acuta della fogna in cui ci siamo cacciati. Buone visioni.<br />
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.precipitandosivola.it/wp-content/uploads/2011/12/psv.jpg"><img class="size-full wp-image-1794 aligncenter" title="psv" src="http://www.precipitandosivola.it/wp-content/uploads/2011/12/psv.jpg" alt="" width="612" height="612" /></a></p><br />
Foto di <a href="http://web.stagram.com/n/precipitandosivola" target="_blank"><strong>p.s.v.</strong></a></p>
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		<title>Berlin in a Camera &#8217;80</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 02:56:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un mio amico dice che la devo smettere di fare foto con Instagram, che lui anche se non scrive pi&#249; un cazzo sul blog si fa sentire lo stesso. Dice che devo comprarmi una Polaroid per fare le foto come quelle che magicamente fai uscire con la tua mano pi&#249; svelta dalle note del tuo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Un mio amico dice che la devo smettere di fare foto con Instagram, che lui anche se non scrive pi&#249; un cazzo sul blog si fa sentire lo stesso. Dice che devo comprarmi una Polaroid per fare le foto come quelle che magicamente fai uscire con la tua mano pi&#249; svelta dalle note del tuo ultimo iPhone. Troppo facile. E non c&#8217;ha mica tutti i torti, il problema &#232; che io mi diverto come un pazzo e poi vuoi mettere tutti i contatti, le fighe e le fighette? Poi c&#8217;ho un&#8217;altro amico, quello di <a href="http://www.zzonk.it/photography/curriculum-aurelio-farina/" target="_blank"><strong>zzonk</strong></a>. Uno che gira la vita con una <a href="http://www.kenrockwell.com/leica/m6.htm" target="_blank"><strong>Leica M6</strong></a> attaccata al collo, quasi fosse un&#8217;estensione del suo stesso corpo, come dice lui. Poco prima che partissi per Berlino, mi ha dato in mano una <a href="http://www.subclub.org/shop/konica.htm" target="_blank"><strong>Konica AA-35 Recorder</strong></a>, dicendomi semplicemente &#8220;fotografa, se ti va&#8221;. A me &#232; andato parecchio.</p>

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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 23:11:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p.s.v.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dipendere dalla strada per rigenerare continuamente l&#8217;esperienza. Dipendere da un amore ogni volta diverso per non violentare lo stesso, dipendere dai soldi per elevare la soglia del fallimento personale e mentale. Dipendere dall&#8217;eroina per non pensare alla vita e riuscire a creare, dipendere dai figli per sentirsi finalmente maschio. Dipendere da tuo padre, dai suoi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Dipendere dalla strada per rigenerare continuamente l&#8217;esperienza. Dipendere da un amore ogni volta diverso per non violentare lo stesso, dipendere dai soldi per elevare la soglia del fallimento personale e mentale. Dipendere dall&#8217;eroina per non pensare alla vita e riuscire a creare, dipendere dai figli per sentirsi finalmente maschio. Dipendere da tuo padre, dai suoi giudizi, per non dipendere dalle tue scelte. Dipendere da 80 ossessive goccce di valium per non dipendere dall&#8217;insonnia. Dipendere dal tuo nuovissimo cellulare per tentare inutilmente di uscire con la testa dalla merda dell&#8217;anonimato, dipendere dalle carte di credito per non dipendere dalla mamma, dipendere dalla nicotina per non smarrisrsi davanti ad una donna, dipendere dai tuoi contatti su facebook per non ammettere la solitudine e l&#8217;incapacit&#224; a creare relazioni significative ed autentiche. Dipendere dall&#8217;alcol per non dipendere dall&#8217;umore che dilania i tuoi giorni. Dipendere da una canzone per non accettare il silanzio. Dipendere dalle bugie per sentirsi qualcuno. Dipendere da quelle scarpe laccate o quella cintura o quel colore con cui vesti i tuoi giorni per non dipendere dalla noia. Dipendere dalla televisione per non dipendere dalla realt&#224;.<br />
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.precipitandosivola.it/wp-content/uploads/2011/10/posacenere.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1713" title="posacenere" src="http://www.precipitandosivola.it/wp-content/uploads/2011/10/posacenere.jpg" alt="" width="614" height="614" /></a></p><br />
Foto di <a href="http://www.zzonk.it/photography/" target="_blank"><strong>Aurelio Farina</strong></a> with iPhone 4</p>
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		<title>The road reserve of wonders</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Oct 2011 23:29:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p.s.v.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un improbabile Dj suona l&#8217;ultima hit di questa estate che non smette di regalarci violente scosse elettriche ed io penso che vorrei essere gi&#249; a ballare o in giro a guidare o fermo in qualche locale a parlare a voce alta per via della gradazione alcolica che mi ha sfondato i timpani. Oggi ho servito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><p style="text-align: center;"><a href="http://www.precipitandosivola.it/wp-content/uploads/2011/10/6270846640_4e4aaa56df_z.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1689" title="Strada" src="http://www.precipitandosivola.it/wp-content/uploads/2011/10/6270846640_4e4aaa56df_z.jpg" alt="" width="575" height="156" /></a></p><br />
Un improbabile Dj suona l&#8217;ultima hit di questa estate che non smette di regalarci violente scosse elettriche ed io penso che vorrei essere gi&#249; a ballare o in giro a guidare o fermo in qualche locale a parlare a voce alta per via della gradazione alcolica che mi ha sfondato i timpani. Oggi ho servito due trans ed una era davvero una bella donna, anche se a pensarci la passerotta mica ce l&#8217;aveva. Che strana la vit&#224;. La pi&#249; bella e fantastica e figa ed eccitante delle clienti di oggi, era dotata di cazzo. La strada ti riserva sempre delle meraviglie, non lo diresti mai. Stasera per esempio, poco prima che il Dj suonasse qualcosa di decente, io quasi quasi stavo prendendo sonno. Solo il suono acido del campanello ha permesso ai miei occhi di non chiuersi del tutto. Un gruppo di ragazzotti in l&#224; con gli anni cantava &#8220;Tu scendi dalle stelle&#8221;, penso fossero stati a prendere qualche aperitivo in giro. Vecchi amici, di quelli con cui vorresti percorrere chilometri di strade buie insieme e chilometri in realt&#224; li hai gi&#224; percorsi e sempre al limite. Amici che non vedevo da una vita e da una vita &#232; tanto, ad essere sinceri. Un giorno siamo partiti che eravamo in venti e siamo tornati in sei, quelli di &#8220;Tu scendi dalle stelle&#8221; erano in cinque, io che stavo quasi dormendo sarei stato l&#8217;ultimo che mancava all&#8217;appello. Il Dj furioso ora attacca un remix dei &#8220;Doctor and the medics&#8221; ed io credo che quando vivevo davvero era tutto pi&#249; bello. Ora corro come un cane, come un centometrista dopato solo per tirare la cassa e fare soldi. Chiss&#224; se avr&#242; il coraggio di fumarmeli o fottermeli tutti nel grande viaggio, o in cento auto, o per mantenermi due trans.</p>
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		<title>Mia nonna si è comprata un cane e lo ha chiamato vascorossi</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 22:07:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p.s.v.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mia nonna Caterina non &#232; che si chiama proprio Caterina ma Catinella e tutti la chiamiamo Catinella, solo il prete non ha mica voluto chiamarla Catinella quando sua mamma Bice, che poi sarebbe stata mia bisnonna e che somigliava parecchio alla Moira Orfei qualla del circo, l&#8217;ha battezzata. Il prete, non ha voluto chiamarla col [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><a href="http://fuoriregistro.eu/2011/05/09/mio-papa-e-scemo-il-nuovo-libro-di-precipitandosivola/"><img class="alignleft size-medium wp-image-1382" style="border: 0pt none; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="My Effect 5" src="http://www.precipitandosivola.it/wp-content/uploads/2011/05/My-Effect-5-182x300.jpg" alt="" width="164" height="270" /></a>Mia nonna Caterina non &#232; che si chiama proprio Caterina ma Catinella e tutti la chiamiamo Catinella, solo il prete non ha mica voluto chiamarla Catinella quando sua mamma Bice, che poi sarebbe stata mia bisnonna e che somigliava parecchio alla Moira Orfei qualla del circo, l&#8217;ha battezzata. Il prete, non ha voluto chiamarla col nome che voleva sua madre per via che non c&#8217;era nessuna santa che si chiamava cos&#236; e allora han dovuto chiamarla Caterina, ma solo per la chiesa. Nessuno poi ci ha pi&#249; pensato, alla chiesa intendo. Mia nonna Catinella era da una vita che voleva un cane, da quando mio nonno Vito che tutti chiamavano Modesto, ha dovuto uccidere la Mirka perch&#233; aveva un cancro e comiciava a perdere la vista e a lui non serviva pi&#249; per cacciare in quanto il solo olfatto, a questa cagna, non bastava pi&#249;. Allora una volta che anche il vecchio s&#8217;&#232; girato salutando tutti, mi ha chiesto di accompagnarla al canile di Marola che voleva comprare un cane, diceva sempre che lo voleva comprare perch&#233; se lo pagava gli pareva che fosse suo per davvero e allora siam partiti con la 127 di mio nonno che era ancora da rottamare e siamo andati a Marola che l&#8217;unica cosa che c&#8217;hanno a Marola &#232; il canile. Mia nonna Catinella vide subito il suo cane perch&#233; c&#8217;era il tizio del canile che lo stava bastonando perch&#233; abbaiava di continuo e lui voleva farlo smettere ma il cane credo fosse incazzato perch&#233; la gabbia dov&#8217;era rinchiuso faceva cagare e in pi&#249; era piccola da farti mancarti l&#8217;ossigeno. Allora mia nonna allung&#242; la mano e accarezzo vascorossi, che lei aveva deciso di chiamarlo cos&#236; quel cane senza razza e il cane si mise tranquillo. Ricordo che lo abbraccio e con forza se lo port&#242; al petto. &#8220;<em>Ciao vascorossi</em>&#8220;, gli disse, &#8220;<em>vieni via con me?</em>&#8221; </p>
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		<title>Tropico di San Giovanni a Teduccio, il nuovo libro del direttore</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 11:47:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p.s.v.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io non ce l&#8217;ho ancora il suo nuovo libro, per&#242; appena ho 5 euro nella carta di credito o nella pay pal me lo compro e me lo metto l&#236;, vicino agli altri. Ora, la casa editrice SenzaPatria, ha messo in piedi questa ideona di vendere i libri nei distributori automatici e cazzo per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img class="alignright size-full wp-image-894" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="26_tropico_sangiovanni" src="http://www.precipitandosivola.it/wp-content/uploads/2011/01/26_tropico_sangiovanni.jpg" alt="" width="200" height="364" /></p>

	<p>Io non ce l&#8217;ho ancora il suo nuovo <a href="http://www.hotelmessico.net/tropico.aspx"><strong>libro</strong></a>, per&#242; appena ho 5 euro nella carta di credito o nella pay pal me lo compro e me lo metto l&#236;, vicino agli altri. Ora, la casa editrice <a href="http://senzapatriaeditore.it/"><strong>SenzaPatria</strong></a>, ha messo in piedi <a href="http://senzapatriaeditore.it/?p=1030"><strong>questa ideona</strong></a> di vendere i libri nei distributori automatici e cazzo per il momento ce solo a Forl&#236; e io non ci vado fino a Forl&#236; per prendermi un libro anche se del <a href="http://www.hotelmessico.net/"><strong>direttore</strong></a>, ma vuoi mettere. Cazzo, ti prendi una merenda e una cocacola e mentre mangi inizi a leggerti un libro. Eccezionale. Allora, visto che non l&#8217;ho ancora letto questo suo nuovo libriccino, riporto sotto la recensione direttamente dalla casa editrice.</p>

	<p><strong>Tropico di San Giovanni a Teduccio</strong> &#8211; <strong>Gianni Solla</strong> &#8211; Euro 5. <strong>Il libro</strong>: l&#8217;infanzia in una famiglia della periferia est di Napoli. Una madre fragile, un padre che vive la sua seconda giovinezza e una donna bellissima che pone fine all&#8217;adolescenza. Una serie di lavori improbabili e il rocambolesco arrivo a Roma segnano le tappe di un&#8217;esistenza alla periferia della vita.<br />
<blockquote><strong> </strong><em>Mio padre era ancora vivo quando mia madre indoss&#242; al collo una medaglietta con la sua foto incisa su una lamina d&#8217;oro. Aveva consegnato all&#8217;incisore la foto che lei gli aveva scattato due giorni prima del loro matrimonio. Era bello e aveva gli occhiali di tartaruga. Solo quarantotto ore dopo, quando i camerieri servirono il sorbetto al limone al ristorante durante il banchetto, e alcuni invitati erano gi&#224; andati via, le cose presero un&#8217;altra direzione e la faccia di mio padre cominci&#242; a consumarsi. Mia madre port&#242; la medaglietta a casa avvolta in un foglio di carta marrone.<br />
&#8220;Stanotte ho fatto un brutto sogno&#8221;, disse mentre faticava con il gancetto.<br />
Pensava di dare un anticipo al dolore, di scontarlo a rate, e mai a nessuno raccont&#242; il sogno che fece quella notte. Mio padre si grattava le palle ogni volta che la incrociava nel corridoio e una volta la minacci&#242; con la forbice dal manico rosso che mia mamma teneva nel cassettino della macchina per cucire Singer.<br />
&#8220;Togliti questa cosa!&#8221;, le url&#242;.<br />
Con una mano teneva la forbice, con l&#8217;altra la medaglietta. Sarebbe bastato un colpo lieve per strappargliela dal collo.<br />
&#8220;Tu non capisci&#8221;, disse lei con un fremito delle labbra. Le aveva appoggiato la lama sulla pancia.<br />
&#8220;Spingi, non avere paura&#8221;.<br />
Io e mia sorella eravamo sicuri che l&#8217;avrebbe infilzata, la parte tagliante doveva essere gi&#224; due millimetri sotto la pelle. Mio padre moll&#242; la presa dopo un minuto lunghissimo e quando l&#8217;arma fu a un metro dalla pancia di mia mamma mia sorella svenne girando gli occhi all&#8217;indietro.</em></blockquote><br />
Il libro lo trovi anche su <strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788897006329/solla-gianni/tropico-san-giovanni.html">ibs</a></strong>, <strong><a href="http://www.webster.it/libri-tropico_san_giovanni_teduccio_solla-9788897006329.htm">webster</a></strong> e <strong><a href="http://www.libreriauniversitaria.it/tropico-san-giovanni-teduccio-solla/libro/9788897006329">libreriauniversitaria</a></strong></p>

	<p><em><br />
</em></p>
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