Con una bic. Nera
maggio 15th, 2008 | by p.s.v. |[Tra asfalto e una “vita attraverso”]
[Giugno 2002] Partiamo con un giorno di ritardo. Alle due di martedì, Stefano non stava in piedi. Oltre che i coglioni, mi si sono girate anche le ruote dell’auto. Partenza rinviata. Partiamo bene. Come sempre. Partiamo comunque. Ovunque. Cambiando meta, non tanto per il giorno perso. Il programma stabilito non faceva una piega. Partiamo qualunque cosa sia. Chissà perché poi succedono gli imprevisti. Avevamo voglia di Tarifa, ma un colpo di testa ci fa anticipare la strada e farmare a Cadaques.
Questi che seguono sono stralci di viaggio, frasi trascritte. Il tutto annotato a caso in un vecchio quaderno a quadri con una fottutissima Bic nera.
La Beck’s comincia a tenerci compagnia. Anche la ganja coltivata da quel deficiente di Mauro non è male.
Serata/notte annotata a posteriori.
Il nostro “universo parallelo” è stato oggetto di profonde discussioni tra di noi, tra noi e le nostre anime, tra noi e i vari personaggi incontrati lungo le strade di Cadaques. Andrea ricordava strade e volti dei passati anni, così come volti e strade ricordavano di un lui passato negli anni.
La cena è stata ottima, frastornati da musica live (due vecchi giovani con mandolino e chitarra).
Abbiamo stretto nuove amicizie, Stefano è precipitato nel bagno.
“…la birra mi ha fottuto. Quando mi sono alzato dal tavolo per andare a pisciare e ho scoperto che non sapevo volare se non con la mente.” [Stefano]
Figa pochina. Sacca di birra. Festa in un locale agitato.
“Il mio cervello è il pene” [Stefano]
La mattina Andrea dopo un’ora di silenzio, caga, respira e comincia a comunicare. 2 caffè, 2 brioches e doccia purificatrice. Ok, si va a Cadaques a cazzeggiare. La mattina si sta da dio, sole e figa in faccia [più sole che figa] seduti sul selciato del porticciolo. Respiriamo.
Stefano sale sul duomo e fotografa il mondo.
Che si fa? Un panino e 4 mele, tanta birra e cambiamo programma. Addio alla Vispa Teresa con cui eravamo già d’accordo per una notte da panico e via. Su e giù come pazzi con il Volvo che pare aggredire l’asfalto.
Alle 18:00 siamo in un paesino di cui non ricordiamo il nome [3 anime in mezzo al nulla] dove tuttavia Andrea, precedentemente colto da lieve depressione, trova: carica cellulare- figa argentina- foto di vasco appesa in un locale- calcio in TV. Stefano trova da farsi una doccia esemplare.
Il buio scende con inaspettato fascino e presto ognuno si ritrova con se stesso.
Non ci resta che prepararci per la serata, l’umore è alto, il fisico ok (?). Lavati e puliti con acqua calda, i buoni propositi per una serata tranquilla temo che andranno a farsi fottere.
Segue disegno intitolato “il mio universo parallelo” autografato Stefano.
“Se il mio universo parallelo collassa…faccio la fine di una stella nana. Mi spengo” [Stefano]
Rirovo Monica Alonso, dopo qualche anno. Sono fuori di me. La serata che seguirà il nostro incontro, sarà maledettamente travolgente.
Ci svegliamo per fortuna…la mattina. Si, a volte ci svegliamo.” [Andrea]
Nel casino più totale, confuso e perso, con Monica tra le mie braccia vedo Stefano con Roberta.
Vaffanculo, preferisco avere rimorsi…che rimpianti. [Stefano]
Finirà bene per tutti e due. Siamo sicuri?
Siamo stati a mangiare in un posto qualsiasi ed è venuta fuori la serata.
Abbiamo dormito poco, mangiato di meno il tutto compensato comunque dall’alcool.
Io quando sono ubriaco, prendo la vita così come va presa. E non c’è altro da dire [Vasco Rossi]
Il mare moltiplica all’ennesima potenza la mia dimensione invernale. Però ho voglia di un’altra notte fuori. È drammatico questo continuo cambio di umore.
Spesso ci diciamo che siamo dei pazzi. Ma cos’è la pazzia? O meglio, esiste la normalità? [Andrea]
Ore 17:42 sms ricevuto steso in un letto che non so. Penso che vorrei smettere di pensare troppo. Mi riposo. Ho fame. In questi 3 giorni ho mangiato pochissimo.
Gli sms compensano la solitudine di questo momento [Andrea]
Ore 19:30 penso che sono un testa di cazzo. Potrei essere qui ad impostare la mia serata, a pensare a qualcosa di fuori e invece mi faccio le pare. Mi sono svegliato stamattina dopo essere caduto direttamente dal mio universo parallelo. E mi sono fatto male. Mi sto facendo male.
La nostra emotività ci fa sopravvivere a questa vita di merda. [Andrea]
Io non guardo la TV…guardo attraverso la TV [Stefano]
“…Ti cerco perché sei la disfunzione…nuova ossessione…” (subsonica)
Ore 21:00 parliamo tanto di noi come non abbiamo fatto mai. Come non avremmo creduto di fare mai. È strano. Ci ritroviamo dopo più di vent’anni a condividere gli stessi pensieri, le stesse storie, le stesse paranoie, paure, VOGLIE. La stessa emotività.
Ti senti di giudicarmi? Pensaci prima. Adesso rimettiti in fila. [Andrea]
Siamo partiti da Cadaques alle 14:30 circa. Direzione Barcellona. Barcellona quando la nomini ti viene in mente la notte. La notte fuori Speravo già di dormire in spiaggia in questo giorno di estate. Il sole, le ragazze. A Barcellona abbiamo trovato “l’inverno”. “Freddo vento”. Meglio il Volvo con i suoi odori. Stefano vorrebbe uscire. Ma io dormo. Poi parliamo tanto come spesso è successo in questi giorni. Serata conclusa in un posto del cazzo dove la gente non è spontanea. Meglio dormire, riposare. E invece alla fine ci ritroviamo ubriachi e pieni di ganja nei polmoni. Abbassare il livello di guardia.
Anche questo fa parte di noi.
E’ brutto quando arrivi alla fine [Andrea]
Gli amici pazzi di Cadaques mi sono piaciuti. Anche i vecchi hanno la mente più aperta. Sono più liberi, meno incatenati. A Barcellona è “inverno” così come la gente che vive la città. Ghiacciati dentro i loro vestitini firmati. Piccoli calciatori che non esploderanno mai.
A Cadaques i ragazzi erano più veri…come siamo veri noi. A volte. Magari col tempo i loro ideali lasceranno spazio a giornate più fredde. Ma è stato bello conoscerli. E poi in fondo la vita è così. La serata e la notte passata con Monica Alonso poi è stata devastante.
È notte, scrivo adesso per domani.
Si perché sarà una giornata silenziosa, come tutti i ritorni.
Related Posts:
Tags:cadaques, descrizione di un viaggio, diario, quaderno, tarifa, viaggio
4 Responses to “Con una bic. Nera”
By Albi on mag 15, 2008 | Reply
Nostalgia canaglia. Ricordi di viaggio … li adoro!
By emi on mag 17, 2008 | Reply
quando ce lo facciamo un viaggio tu ed io?
By p.s.v. on mag 17, 2008 | Reply
@ emi così mi fai sognare