Di scritte cancellate. Troppo fragili

marzo 17th, 2009 | by p.s.v. |

Oggi è di nuovo Trieste. Che mi parte a palla quasi fosse già inserita nel mio caricatore CD. Vinicio Capossela sembra suonare e dipingere questa città di confine. Sarà per la presenza quasi isterica della Kocani Orkestar. O per il tuo sguardo. Su cui appoggerò le mie mani stanche, non lontano da ciò che più mi è rimasto ancora, vivo, dentro il cuore. Trieste è splendida sotto questo leggero sole di un inverno che sta chiudendo i battenti. In questa linea di confine dipinta da razze opposte e da te, piccola. Colori acidi che sfumano violentemente in quel colpo alla schiena chiamato Risiera di San Sabba. Non è un caso, credo, che ad un certo punto mi fermo impassibile a fissare una birra da mezzo, mentre Vinicio Capossela canta “stanco e perduto”. Traccia n°3 di un capolavoro. Poi sei ancora te. Sempre. Che però vedo per poco. Troppo poco per perdere il mio sguardo nel tuo.

“…è una cosa che ci rimane, una tristezza dentro. Basta così”. [Nella Mancini, diciassette anni]

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  1. 5 Responses to “Di scritte cancellate. Troppo fragili”

  2. By francesco on mar 17, 2009 | Reply

    resto sempre affascinato da quel che scrivi e da come lo scrivi. e con la sensazione di doverlo rileggere ancora, per cogliere tutto. e questo mi piace, grazie

  3. By p.s.v. on mar 17, 2009 | Reply

    @ Francesco: detto da te è un gran bel complimento.

  4. By Albi on mar 20, 2009 | Reply

    bello!

  5. By ioeilmìopc on mar 21, 2009 | Reply

    hot?
    hot!
    ah!, cisòno: tusséi una mia fantasia evvìsta l’ora io qui non cisòno ettù neppùre enneppùre ‘sti qua ke han kommentato.
    non c’è nessuno, ekko! però sefosse tutto vero ed io non sto dormendo… sarebbe sì bellissimo.

  6. By ioeilmìopc on mar 21, 2009 | Reply

    ...oh! prima kequalkùno melaméni koi tempi eccétera (‘’ed io non sto dormendo’’ va rettifikato kon ‘’ed io non stessi dormendo’‘).

    burp!

    uh! quasi mi skordavo… p.s.v., karezza.

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