Fottiti

aprile 18th, 2008 | by p.s.v. |

Guardavo fuori del finestrino sporco dell’auto, la notte farsi chiara. Il silenzio era la musica che ci circondava. Che ci entrava dentro. Solo il rumore di qualche stupido sorpasso, dava più tono ai bassi. Piccole vibrazioni in un corpo fermo. Rappreso. Paranoia allo stato più devastante. Guidava Bundo. Un po’ perché mi ero già fatto 400 chilometri. Un po’ per la birra che avevo in corpo. Non che lui ne avesse bevuta di meno, certo. Ma avevamo deciso, vista la grossa possibilità di essere fottuti con l’alcolimetro, di rischiare al cinquanta per cento.
Spento, fissavo le luci delle auto che ci precedevano o contavo fiacche lampadine da cucina ancora accese attraversare stupidi paesi illuminati dalla noia, tra la pioggia che piano ci stava cadendo addosso e quell’odore manomesso di aria condizionata che mi dava allo stomaco. E pensare che il profumo della pioggia è buono.
Non lo so. Ma penso di essermi chiesto molte volte, sulla strada di quel ritorno, cosa cazzo ci facciamo noi qui. Non tanto in quel momento, in quell’istante. In quel senso. Ma piuttosto cosa cazzo ci facciamo in questo stupido disegno sempre più confezionato, strumentalizzato, pubblicizzato, laccato. Una vita avvolta da sorrisini carichi di nebbia, strette di mano dotate di certificati di autenticità. E cartellini plastificati da appendere alla giacca. “Io non ti fotto” ne citava uno. Non c’ho mai creduto.

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  1. 2 Responses to “Fottiti”

  2. By Devil-May-Care on apr 19, 2008 | Reply

    Che belle parole e amare al tempo stesso.
    Sono tenuto a linkarti.
    Mi piace questo blog.
    A presto.

    Devil May Care dal blog ‘Go ask Alice’

  3. By Rob on apr 20, 2008 | Reply

    “Però io fotto te” ne citava un altro.
    E’ un equilibrio malcelato sul chi fotterà per primo. Vince chi perde di meno.

    “e quell’odore manomesso di aria condizionata che mi dava allo stomaco”
    Lo sapevo che dovevo portare a far riparare l’aria condizionata della Suzuki.

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