Fuga e ritorno

ottobre 9th, 2006 | by p.s.v. |

Da un po’ di tempo fisicamente non sto bene. Mi capita di svenire apparentemente all’improvviso, rimanendo in coma per una buona manciata di minuti. L’ultima volta addirittura per più di 15. Eravamo io e Lorenzo al computer a scaricar canzoni, che Lorenzo voleva farsi una compilation “figa” da portare a scuola. Non il tempo di dire a Lorenzo “amore, papà ha un mal di testa strano” che son piombato a terra spaccandomi sopra l’occhio. In una pozza di sangue Lorenzo capisce che sto “andando”. Scalzo e in mutande corre a chiamare Silvia che nel frattempo era andata da sua madre. Io ero in coma, in una fase di isolamento alla vita. Poco prima della morte. Mi risvegliai molto lentamente, dopo poco più di 15 minuti, attorniato da volti che mi parevano noti. Mi parevano. Riconoscevo le tute arancioni del suem, ma non capivo perchè anche stavolta l’ambulanza doveva portami in ospedale. Tutti gli esami cui fui sottoposto d’urgenza, servirono ai medici per cercare di capirne qualcosa, a me per rendermi conto cos’era successo. Certo, la storia m’aveva segnato. In un letto d’ospedale buio, riflesso di mille luci e colori, non smisi di pensare. Di cercare un perchè, cosa poteva essere, cosa sarà Immagginavo Lorenzo vedermi crollare e fracassarmi la testa, in una chiazza enorme di sangue a circoscrivere il mio corpo. Immagginavo la sua fuga a chiamare aiuti, col cuore a pompare rabbia e disperazione. In un letto d’ospedale buio, riflesso di mille luci e colori, pensai che la morte, questo tipo di morte, non è poi così male. Certo che c’è d’avere grassa fortuna a morire così. “Amore, papà ha un mal di testa strano” e poi più niente. Non il nero, non la consapevolezza di tirare gli ultimi secondi. Non un ultimo pensiero, un disperato colpo di coda, non una dedica, un “grazie amore, ti amerò per sempre“. Niente. Solo la morte.
Il lento e inconscio risveglio invece, m’ha fatto rivivere quella ch’è la mia vita più vera. Viva. Trentasei anni scaricati dal cervello in 3minuti e 13 secondi. Una fuga, fatta per tornare

Update: ho ritoccato un poco il video. Avevo bisogno di evidenziare quanto i ricordi ci appaiono in tutta la loro potenza, ferendo come colpi d’arma da fuoco. Che fanno male. E vivere

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  1. 18 Responses to “Fuga e ritorno”

  2. By Richie G on ott 10, 2006 | Reply

    Morire d’ un botto è una fortuna che a pochi tocca, cazzo!

    OT: domenica facendo zapping me lo sono beccato calissano tutto sudato e lacrimevole che aspettava il perdono televisivo del pubblico. Onestamente me ne sono sbattuto il cazzo della voce tremante e del suo sguardo basso. Ho girato subito canale. fortuna che MTV e FLUX hanno sempre qualche bel video in rotazione…

  3. By Musashimaru on ott 10, 2006 | Reply

    Trovo Calissano un classico esempio da italietta sfigata e buonista, pronta a piangere le disgrazie altrui, a patto che capitino ai loro beniamini del cazzo.
    Se poi sono disgrazie a sfondo scandaloso, chessò, torbide storie di sesso e droga, per esempio, allora ascolti e simpatia alle stelle. Basta che le starlettes abbiano una telegenica espressione contrita e sparino frasi sprezzanti e altisonanti sulla debolezza in cui hanno sguazzato fino a tre secondi prima, e in cui ricominceranno a sguazzare segretamente dopo altri 20 secondi.
    M’interesso di più alla salute di un Preci qualsivoglia, al limite: sono d’accordissimo che una morte di cui nemmeno ti accorgi è preferibile a tantissime altre, ma io una capatina dal medico la farei ugualmente.
    Proprio perchè su ‘ste cose tendo a essere cagasotto, proprio perchè sentirsi vivi per davvero è una sensazione che genera assuefazione. In bocca al lupo, roccia.

  4. By burt on ott 10, 2006 | Reply

    spero sia tutto a posto

  5. By lila on ott 10, 2006 | Reply

    diabolicamente scorretto. ciao andrea.

  6. By aitan on ott 10, 2006 | Reply

    suggestivo in parole e immagini

    (chi è calissano, questo nome mi ricorda qualcosa, qualcuno; o era calibano?)

  7. By aitan on ott 10, 2006 | Reply

    (ah, si’, ok, ok,
    ho appena fatto una ricerca in rete,
    ora so,
    ma non mi sento una persona migliora
    di prima)

  8. By valeria on ott 10, 2006 | Reply

    niente scherzi. abbi cura di te.

  9. By Smoms451 on ott 10, 2006 | Reply

    ma che paura ti sei messo? : (

  10. By JohnnyDurelli on ott 10, 2006 | Reply

    E’ successo a mio nonno, di morire di botto, dopo aver chiesto “E tu come stai?” ad una conoscente. Per lui è forse stato un sollievo. Per noi un po’ meno. A parte questo, ripigliati in fretta, quercia!Ti abbraccio, JD.

  11. By Sw4n on ott 10, 2006 | Reply

    Meraviglioso il filmato amico.

  12. By laislabonita on ott 10, 2006 | Reply

    Svenire è un’esperienza quasi mistica, io l’ho sempre detto. Almeno una volta nella vita va provato. Anche se gli habitués come me poi imparano a non spaventarsi più e allora non fa lo stesso effetto…
    Mi sono ritrovata molto in quello che hai scritto, comunque.

  13. By usermax on ott 10, 2006 | Reply

    ciao! era da mo’!
    :) tutto bene?
    ho apprezzato molto il post sulla bimba bielorussa.
    e anche gli altri, certo.
    un saluto, M.

  14. By Shotenzenjin on ott 10, 2006 | Reply

    bellissimi quegli occhi….parlo della ragazza del video…struggenti quasi…

  15. By emisola on ott 10, 2006 | Reply

    ti auguro una morte così, ma non ti auguro affatto di morire sotto gli occhi di tuo figlio.

    (il video è di incommensurabile bellezza. la tua vita in 3 minuti e 13 secondi, i volti della tua vita. siete incommensurabilmente belli…!)

  16. By lefty on ott 11, 2006 | Reply

    bellissimo il video-fisicità

  17. By Sioux on ott 12, 2006 | Reply

    Come stai ora Preci?in bocca al lupo.

    E il video è davvero bello.Come al solito.

  18. By Luachan on ott 12, 2006 | Reply

    Il video è bellissimo. Allucinanti i flashback simultanei ma ancor più lodevole la colonna sonora :-)

    Riprenditi, Andre’ .. e non solo con la videocamera :-)

  19. By centopercento on ott 13, 2006 | Reply

    Sono un cazzo di blogger che al solito passa di qui in silenzio, ma questo post mi ha fatto nel silenzio gridare, contro la morte improvvisa che non ti lascia nemmeno il tempo di dire ‘ciao’, per la voglia di vita che dal tuo bellissimo video traspira.

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