La notte

ottobre 21st, 2006 | by p.s.v. |

Era un po’ di tempo che io e Silvia non ce ne stavamo a casa da soli. Lorenzo e Keralem avevano voluto fermarsi a dormire dai nonni e la Silvia gli ha detto “certo amori miei che potete dormire dai nonni” e poi avrà pensato subito al mio cazzo, senza però dirlo ad alta voce, davanti a Lorenzo, Keralem e mia mamma. Potevamo andarcene a cena fuori, ma che bello dopo aver mangiato in piedi stendersi sul divano a fare l’amore e fare l’amore ancora. Cioè, ci sono volte che non capisco mica la gente e i loro bisogni di andare sempre in giro non appena hanno due minuti e la ragazza a portata di mano. Poi mi dico che forse hanno paura della figa e allora portano la loro ragazza in discoteca, così non devono nemmeno scoparla. Ed era un po’ che non si faceva l’amore sul divano, lasciando andare gli istinti per i cazzi loro e le voci ansimare e gridare senza nessuna “regola”. Cazzo, sta storia mi manca un casino. Per esempio sento che soprattutto quando le lecco la figa, Silvia si deve trattenere moltissimo e cercare qualsiasi appiglio per non gridare la sua voglia. E d’altra parte, come cazzo fai, quando nell’altra stanza ci sono due marmocchi con le orecchie dritte che son peggio d’un radar. E così ci siamo addormentati. A letto son sicuro d’avergli ripassato la figa e di essermi addormentato col sapore buono della sua vagina in bocca e tra le labbra. Che poi sulla lingua il liquido vaginale ti rimane a lungo, così che il gusto m’è rimasto accompagnandomi nella notte.
Stamattina al risveglio m’è capitata una cosa assurda. Mi sono alzato, lavato, vestito, stirato e sono andato in cucina a bere un caffè e c’era già la Silvia che aveva preparato tutto, cazzo quanto mi piace quando trovo tutto pronto e l’unica cosa che devo fare è gustarmi il caffè e la prima sigaretta della giornata. Ma c’era qualcosa di strano, che non capivo che mi faceva stare bene, ma un po’ in colpa. Poi il flash, venuto ad entrambi nello stesso momento. “Però. che bene che si sta a svegliarsi con questa tranquillità, questo silenzio. Questa calma“. Ci siamo messi a ridere entrambi e accesa la marea 1800 a benzina sono andato a prender i miei figli, che già mi mancavano. Adesso sono al lavoro, ma stamattina cazzeggio un po’

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  1. 3 Responses to “La notte”

  2. By laislabonita on ott 21, 2006 | Reply

    Anch’io la mania di uscire non l’ho mai capita, mai. Forse hai ragione tu, hanno paura della figa, quelli :)
    O forse paura di restare troppo tempo soli, in silenzio, davanti (o dietro :)) a un altro essere umano. Paura di sè.

  3. By Sioux on ott 22, 2006 | Reply

    la prossima casa la compro completamente insonorizzata. Giuro!
    Si capisce che ho lo stesso problema?
    ....ma grazie al cielo almeno la scuola finisce alle 16.30

  4. By laflauta on ott 23, 2006 | Reply

    Il senso di colpa. Quello che fa lasciare il pupo dai nonni per avere, a trentatre anni suonati, la casa libera per un po’ di intimità col moroso.
    O sentire tuo figlio entrare in camera di notte, e tu a rivestirti in fretta, mettendolo nel lettone abbracciandolo, dimenticando di esser donna per tornare ad esser solo mamma.
    E sapere che l’uomo dall’altra parte del letto, poveraccio, abbraccerà il cuscino se vuole, che non siamo la sua famiglia..

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