Messaggi, Mail, Instagram, Facebook, Twitter, Campari e Coca

gennaio 13th, 2012 | by p.s.v. |

Il telefono squilla. La sveglia suona sempre troppo presto, stanotte erano le 6 che ancora stavo tentando di leggere. Guardo il cellulare. Messaggi, Mail, Instagram, Facebook, Twitter. Mi alzo, cercando la strada che mi porta in cucina. Apro il frigo e prendo una bottiglia di Campari. Chiudo il frigo per riaprirlo immediatamente. Prendo un avanzo di Prosecco e un pezzo di limone. Il bicchiere è nel lavandino, lo risciaquo leggermente, quel tanto da non rischiare sappia di coca cola. Prosecco e Campari, più Campari che Prosecco. Bevo d’un fiato e mi accendo una Diana rossa morbida. Fumo, sentendo lo stomaco ribollire. Devo andare a cagare la sbronza della notte prima. “Non ho mangiato nulla”, penso, “cazzo è che cago?” Mi alzo, spengo la sigaretta nel lavandino, apro il frigo e mi attacco alla bottoglia di Campari. Mi accendo un’altra sigaretta. Fumo, guardando i like su Instagram. C’è anche un commento che per un istante mi rende felice. Ma è solo un attimo, poi scappo a cagare l’alcol di una giornata, quella scorsa. Non c’è carta igienica. Devo mettere direttamente il culo sotto il getto d’acqua calda del bidè. Mi alzo, apro la finestra e torno in cucina, apro il frigo, prendo la bottiglia di Campari e bevo. Mi accendo una sigaretta. Fumo. Non mi lavo, non ne ho voglia. Mi vesto prendendo a caso dei vestiti sporchi dal cesto della biancheria. Mi infilo le scarpe che trovo sotto il letto. Nel prenderle mi sale un conato di vomito, ma lo trattengo. Mi lavo i denti, che il sapore della menta del dentifricio mi aiuta a sentirmi meno solo, non so perché. Torno in cucina. Apro il frigo e finisco la bottiglia di Campari, accendendomi una sigaretta. Scendo le scale, apro la porta, svuoto le tasche del giubbotto gettando a terra scontrini, biglietti e cazzi vari. Sputo il mozzicone che stringevo tra le labbra. Accendo l’auto, Lou Reed suona Hold On, caccio dentro la retro ed esco. Mi accendo una sigaretta accorgendomi che è buio. Strano. Mi sono appena alzato ed è già buio. Spero siano aperti i negozi, almeno quelli. Farmacia. Due confezioni di Diazepam gocce. Supermercato. Due bottiglie di Campari e due di Prosecco di Valdobbiadene confezionati a Venezia. Da Marcello compro invece due pacchetti di Diana Rosse morbide. Il bar da Franco ha l’insegna Open illuminata. Entro. Un campari liscio con ghiaccio, pensare che in macchina ne ho due bottiglie mi fa sentire idiota. Sento il vibra del cellulare. Su Facebook alla Rita Faresin piace una mia foto inserita tramite Instagram. Scrive “Tu sei la mia anima più bella”. Vorrei risponderle che per me non capisce un cazzo. Mi bevo il Campari e digito. “Tu invece sei la mia troia più dannata”. Pago ed esco con gli ultimi tre euro da spendere. Accendo l’auto dirigendomi verso la piazza. Giro a caso ascoltando Lou Reed a manetta, la musica si sente lontana, credo. Lo annuso dagli sguardi della gente che si volta, mentre passo il centro. Mi fermo al bar “Alle poste”. Un Capari doppio con ghiaccio. Foursquare non funziona, volevo fare check-in che qui c’ho la mayorship. Niente. Nicola, un frocio tossico del posto mi offre da bere. Dice che mi vede bene. Io lo vedo di merda, ma non glielo dico. Su Twitter mi hanno ritwittato in 28, non era mai successo. Avevo scritto una minchiata sugli scontrini fiscali. La gente è pazza, guarda solo la tivù. Nicola mi chiede se vado con lui, che c’è gente che conosce che ha della coca fantastica. Prendo tempo, lasciando che il Campari scenda lentamente lungo la gola. Esco, mi accendo una sigaretta, sentendo la sua presenza seguirmi fuori dal locale. “Non ho soldi” gli dico. “Non c’è problema”, mi risponde. Faccio due tiri di sigaretta. Guardo il mio profilo Facebook sul cellulare. C’è un messaggio di Giovanni Pignato che mi invita ad un evento del cazzo. Non leggo gli eventi, sono cagate a prescindere e non ti aiutano di certo a sentirti meno solo e coglione. Esco da Facebook, blocco la tastiera e metto in tasca l’iPhone. “Ok Nicola, andiamo a strafarci di coca”.

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  1. 3 Responses to “Messaggi, Mail, Instagram, Facebook, Twitter, Campari e Coca”

  2. By Gemma on gen 15, 2012 | Reply

    ....bello…

  3. By .kri on gen 28, 2012 | Reply

    non smettere di scrivere MAI

  4. By france on feb 8, 2012 | Reply

    E’ proprio così che va. e va piuttosto male…

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