Oro nero
aprile 26th, 2007 | by p.s.v. |Guardavo, fuori del finestrino sporco dell’auto, la notte farsi chiara. Il silenzio era la musica che ci circondava. Che ci entrava dentro. Solo il rumore di qualche stupido sorpasso, dava più tono ai bassi. Piccole vibrazioni in un corpo fermo. Paranoia allo stato più devastante. Guidava Michele. Un po’ perché io mi ero già fatto 400 chilometri. Un po’ per la birra che avevo in corpo. Non che lui ne avesse bevuta di meno, certo. Ma avevamo deciso così, vista la grossa possibilità di essere fottuti con l’alcolimetro ad un eventuale controllo. Spento, guardavo le luci delle auto che ci precedevano. Intravedevo fiacche lampadine da cucina già accese, attraversate da paesi illuminati dalla noia tra la pioggia che piano ci stava cadendo addosso e quell’odore manomesso di aria condizionata. E pensare che il profumo della pioggia è bello Non lo so. Ma penso di essermi chiesto molte volte, sulla strada del ritorno, che cazzo ci potevamo fare qui. Non in quel momento. Cosa cazzo ci potevamo fare in questo stupido tratto di strada sempre così uguale. Confezionato, strumentalizzato, pubblicizzato, laccato. Una vita avvolta da sorrisini carichi di nebbia. Strette di mano dotate di certificato di autenticità. E cartellini plastificati da appendere alla giacca. “Giuro che non ti fotto” ne citava uno.”Puttana merda Michele, non dovrebbe essere naturale un sorriso. Una pacca sulla spalla. Un calcio nel culo. O la gente qui intorno a noi, si sta davvero comprando tutto?[domanda]”
