Ritorni/1

aprile 27th, 2007 | by p.s.v. |

La strada l’ho corsa tra il ghiaccio. Con il motore del volvo che non voleva scaldarsi. Dovevo dare un taglio a tutto, oggi. Colazione con caffè e due sigarette in fila. Una doppietta che, insieme alla doccia mi ha svegliato da un incubo che non sarei riuscito a sopportare ancora a lungo. “Vivere è un po’ come perder tempo“. Lo stereo insisteva sull’auto. Ne riscaldava il motore dal gelo in cui era avvolto. La faccia della gente. Mostri carichi di timidezza, pronti a sbranare non appena il cervello esce dalla condizione di stand bay. I bambini aspettano davanti alla scuola l’apertura dei cancelli. In attesa di una nuova lezione di “vita”. Matematica, fisica, chimica. Diventeranno mostri anche loro. Come lo siamo diventati noi. E poi cellulari che squillano, corse a fottere gli altri, scopare e sparire, lavorare. “E poi guardare la tivù/magari quello là in fondo sei tu“. La musica a volte non mi calma. Mi carica. Di pensieri che penetrano. Esplodono. E si trasformano in incubi notturni. Il traffico, il gelo delle strade, i semafori rossi, verdi. Arancio – rosso. Nessuno che aspetta. Si deve correre. Arrivare. Dire, fare. Distruggere. Non vedo strisce pedonali lungo queste strade inebriate dal freddo. Cosa ci sto a fare io qui. Uguale a tutti gli altri.
[...]
Guardavo, fuori del finestrino sporco dell’auto, la notte farsi chiara. Il silenzio era la musica che ci circondava. Che ci entrava dentro. Solo il rumore di qualche stupido sorpasso, dava più tono ai bassi. Piccole vibrazioni in un corpo fermo. Paranoia allo stato più devastante. Guidava Michele. Un po’ perché io mi ero già fatto 400 chilometri. Un po’ per la birra che avevo in corpo. Non che lui ne avesse bevuta di meno, certo. Ma avevamo deciso così, vista la grossa possibilità di essere fottuti con l’alcolimetro ad un eventuale controllo. Spento, guardavo le luci delle auto che ci precedevano. Intravedevo fiacche lampadine da cucina ancora accese, attraversate da paesi illuminati dalla noia. Tra la pioggia che piano ci stava cadendo addosso e quell’odore manomesso di aria condizionata. E pensare che il profumo della pioggia è bello Non lo so. Ma penso di essermi chiesto molte volte, sulla strada del ritorno, che cazzo ci facciamo qui. Non in quel momento. Cosa cazzo ci facciamo in questo stupido mondo sempre più uguale. Confezionato, strumentalizzato, pubblicizzato, laccato. Una vita avvolta da sorrisini carichi di nebbia. Strette di mano dotate di certificato di autenticità. E cartellini plastificati da appendere alla giacca. “Giuro che non ti fotto” ne citava uno “Puttana merda Michele, non dovrebbe essere naturale un sorriso? Una pacca sulla spalla? Un calcio in culo? Ti rendi conto che qui, noi, ci stiamo davvero comprando tutto?”
[...]
Non c’era rumore sul rapido che tornava silenzioso da Roma. Solo i miei pensieri muovevano a ritmo incessante. Festa, amore, paranoia dura. E occhi spenti. Un alito ancora impastato dalla notte appena diventata giorno. Ma su tutto, nel silenzio di quel ritorno, era una tachicardia che non voleva smettere di suonare Roxanne dei Police. Il basso di Sting lo sentivo in ogni parte del corpo. Il mio corpo. Che non si voleva spegnere. Non doveva, forse. Troppi i segni sulla mia pelle che non permettevano i muscoli di rilasciarsi. Guardavo le mie mani sporche tenere stretta l’ennesima sigaretta. Le vedevo gonfiarsi di sangue, quando a ritmo incessante il cuore lo pompava da quelle parti. Pulsazioni erotiche. E sensi di colpa. Miscela esplosiva. Dinamite. Corpi su corpi. Sangue su sangue. Flash. E vita. Scoprire che più niente ha solo un nome. Scoprirne i difetti. Le storie. I pianti. E la voglia di gridare al mondo di esistere. Per poi lasciare la pelle al tramonto. Ai muri dei palazzi che rubano il colore agli ultimi raggi di sole. E arrivare alla solitudine. Alle birre. Al bisogno carnale di quell’ultima chiamata. Le pulsazioni che non lasciano più spazio ai pensieri. Vado via.
[...]

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  1. 2 Responses to “Ritorni/1”

  2. By Cattive Inclinazioni on apr 28, 2007 | Reply

    Le notti malinconiche si combattono solo con la figa, che sia gratis o a pagamento poco importa…

  3. By Richie on apr 30, 2007 | Reply

    mi sono sentito proprio così il 25 aprile, sul regionale delle 20.25

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