Sogni e/o segni
gennaio 30th, 2006 | by p.s.v. |Le sue cose erano nascoste, racchiuse in un sacchetto di plastica blù, dentro l’armadio. Lo aprì, scegliendo con cura ogni indumento. Decise per una camicetta di raso bianca che andava a coprire i segni della vita. Le mutandine di pizzo nere abbinate ai collant dello stesso colore che infilò piano, quasi a controllare la leggerezza delle gambe. Prima di indossare la mini, si assicurò la cintura, grossa e borchiata. Si passò un filo di rosso sulle labbra. E una riga di rimmel a segnare i suoi occhi. Calzò quell’unico paio di scarpe col tacco mentre un cappotto nero lo copriva fino alle caviglie. Si diede un bacio Ivan, guardandosi per un istante allo specchio, mentre sentiva sua madre lavare quell’unico piatto. Spalle alla vita. Uscì di casa senza fare rumore. La statale duecentosessanta era a pochi chilometri. Parcheggiò il motorino in un posto isolato e lo assicurò con una grossa catena ad un lampione spento. Che il primo cliente era già fermo. Carico di voglia repressa. Da sfogare.


11 Responses to “Sogni e/o segni”
By JohnnyDurelli on gen 30, 2006 | Reply
Ennesimo “mini-capolavoro”.Mi stai abituando troppo bene,ai tuoi “pugni nello stomaco mattutini”...;-)
By FulviaLeopardi on gen 30, 2006 | Reply
Bellissimo, come sempre. E purtroppo anche terribilmente vero
By Insane Soul on gen 30, 2006 | Reply
Hai messo in poesia tutta la tristezza che la vita può dare, ma sei riuscito anche a mettere dentro l’amore che nonostante tutto riusciamo a provare per noi stessi.
By strani on gen 30, 2006 | Reply
ciao psv, è sempre un piacere.
By TxG on gen 30, 2006 | Reply
Non mi piace la chiusura, quel “Che” secondo me stona. Il resto è storia.
By flor on gen 30, 2006 | Reply
ivan… quanti pugni nello stomaco, che tornano…
By ventodipolente on feb 1, 2006 | Reply
oggi stavo pensando alle anime delle persone, o per chi non è credente gli animi, pensavo a quella voce interna che ti spinge a fare o non fare, sono stanco oggi, sempre più stanco, non dormo, ho lo stomaco quello virtuale in subbuglio, ed anche quello fisico, penso alle anime quelle che per brevi periodi si inabissano si tappano le orecchie il naso gli occhi e la bocca e lasciano che lo stronzo galleggi davanti ai propri occhi, sensa fermarlo senza pulire potendo farlo, penso ai sogni ognuno dovrebbe poterli coltivare e almeno una volta realizzare, penso però che non ho più dieci anni quando dicevo così è la vita, non è giusto cazzo no, oggi vorrei sotterrarmi a due chilometri da questa superficie di merda ipocrita…un abbraccio fratello
By fastidio on feb 1, 2006 | Reply
stai diventando uno “specialista” vedo….complimenti __ (sperando sia tutta finzione)
By biancaneve on feb 1, 2006 | Reply
ti amo, di nuovo
By lavalanga on feb 1, 2006 | Reply
Sottoscrivo il commento di Vento e aggiungo che quello che ci fa stare veramente male è il senso di inadeguatezza che percepiamo in noi: qualsiasi azione personale possiamo mettere in atto per opporci alla presente deriva ci sembra così inutile che il rischio è l’immobilismo, magari due km sotto terra. Tempo fa da me avevo postato un appello contro gli orrori che subiscono gli animali da pelliccia in Cina (scuoiati vivi, ecc. ecc.) poi l’altro giorno, girellando per i blog, mi sono imbattuta in una serie di foto made in China che documentano la fine delle neonate femmine che non hanno avuto la fortuna di essere state abortite: buttate in mezzo alla strada a ridosso dei marciapiedi come l’immondizia nella generale indifferenza, tutt’al più malamente coperte da un foglio di giornale. Già ero a conoscenza del fatto che là, a causa dell’obbligo del figlio unico – ma non solo per questo – sopprimono le bambine, mai però mi sarei aspettata >b>questo… e io che dall’alto della mia civiltà mi preoccupavo della fine delle volpi! e in ogni caso, per tornare all’argomento, a fronte di ciò il singolo che diavolo può fare? (sì, certo, parlarne è sempre meglio che niente, e infatti bla-bla bla-bla bla-bla…) ma intanto nelle famiglie degli Ivan chi entra a fermare l’orrore?
By eStrix on feb 1, 2006 | Reply
volvevo lasciare un commento al post su Pannella… poi ho letto questo… tutto questo… reale o virtuale… non ho più nulla da dire…