Strappi

aprile 23rd, 2007 | by p.s.v. |

È un po’ come quando decidi di alzarti dal letto. Dopo una notte insonne, passata a rigirarti gli incubi coi polpastrelli umidi dal sudore acido di un corpo in stato di decomposizione. E capire che puoi resistere anche coi nervi delle gambe che ti tirano, in una sensazione di caldo e freddo instabile, ritrovandoti a respirare comunque. Ovunque. Anche senza due grammi buoni di eroina tipo brown sugar, che fino a qualche attimo prima ti avevano regalato la possibilità di vivere. Tappando i tuoi sensi al ricordo. E impedendo alla vista la sua naturale capacità di reggere il sole.
Oggi è stato il mio primo giorno di scuola. Sei anni compiuti da qualche giorno e un cordone ombelicale non ancora strappato dal ventre di mia madre. Un sonno interrotto di continuo aveva accompagnato la mia notte. Non volevo. Impaurito non tanto dalla portata del fiume o dalle sue acque sporche. Ma disturbato dal pensiero che, prima o poi, sarebbero comunque confluite in mare.
A rilassarmi sono le coste del Marocco. Che chiudendo piano gli occhi, vedo in questo stretto. Facendo di me un respiro di vento. E guerra. Percepisco leggero il raccontarsi di mio nonno Vito, quando di fronte ad una birra Moretti chiudeva gli occhi. E accendendosi una sigaretta, rollata con la sua mano destra, si apriva a me. Rivoltando il suo mondo, vissuto tra un paio di anfibi forse troppo stretti e la libertà. Che sicuro, era solo per lui. Ma sia in Abissinia che nella Spagna di Franco, il ricordo non era tanto per i bersagli colpiti, i metri guadagnati o gli uomini uccisi. Ma per gli amori volati via come questa brezza salata. Rimasti dentro a macerargli il cuore. L’anima. E lo stomaco.

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  1. 2 Responses to “Strappi”

  2. By FulviaLeopardi on apr 23, 2007 | Reply

    io dormivo male quando andavo alle gite scolastiche
    e del primo giorno di scuola, non ricordo niente

  3. By p.s.v. on apr 23, 2007 | Reply

    ma quale primo giorno di scuola

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