Specializzazione

marzo 5th, 2008 | by p.s.v. |

Matteo fa una considerazione a mio giudizio esatta su un articolo scritto da Alberoni sul Corriere della sera. In sintesi Alberoni afferma che chi si specializza inaridisce. Allora io credo che il signor Alberoni afferma dei pensieri che appaiono quanto meno ambigui.

Nella società, come nell’individuo tutto ciò che è specializzazione estrema, inaridisce, impoverisce. Il matematico che conosce solo la matematica e l’economista solo l’economia non possono capire la ricchezza, la molteplicità del reale.

So anch’io che uno deve sapersela cavare nella vita, sapendo fare un po’ di tutto, ma in determinati ambiti ci vuole un’assoluta specializzazione e soprattutto non si possono fare le cose alla cazzo di cane. Sono convinto che quello di Alberoni sia ragionamento leggermente contorto. Lorenzo, mio figlio, ha 10 anni e fa la quarta elementare. E’ dislessico. Delle 4 maestre che ci sono nella sua classe, nemmeno una è specializzata nella dislessia. Dirò di più. In tutte le 5 scuole elementari del paese e delle frazioni non c’è una maestra che sia specializzata al sostegno dei bambini dislessici. Allora ho iniziato a specializzarmi io, in modo da aiutare mio figlio, la mia famiglia e allo stesso tempo le maestre che, ripeto, non sono specializzate, non hanno mai frequentato un corso di formazione, non si sono mai avvicinate alla malattia. Credo quindi, signor Alberoni, che forse è il caso di incentivare le persone alla specializzazione, sia essa in campo scientifico, scolastico, sociale, industriale, chimico, artistico o quel che si voglia.
Rimanendo in ambito personale, tramite l’AID ho scoperto una bella azienda specializzata in software che aiutano ad aumentare il grado di autonomia di bambini, ragazzi e adulti con dislessia. Mi pare sia servita, la specializzazione.

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  1. 10 Responses to “Specializzazione”

  2. By capemaster on mar 5, 2008 | Reply

    Sì certo.
    Secondo Alberoni quindi uno che sa bene la matematica non sa nulla delle altre cose… Semplicemente ridicolo.
    Non può più esistere l’uomo rinascimentale, il tuttologo.
    Chi si proclama tale è un imbecille, dipendiamo gli uni dagli altri.
    E fai benissimo tu con tuo figlio, specializzati.

    Poi certo, uno più sa meglio è, ma la velocità della conoscenza, in generale, è troppo elevata per un singolo uomo.
    La formula vincente è Team + fiducia.

  3. By spad on mar 5, 2008 | Reply

    da adulto tuo figlio sarà un genio..
    o aprirà un blog molto pirla, pieno di foto di donne discinte..
    che poi è la stessa cosa..

  4. By al3sim on mar 5, 2008 | Reply

    Quindi Alberoni crede nell’esistenza dei “tuttologi”? A sapere di tutto un po’ si rischia di diventare superficiali.

  5. By Clockwise on mar 5, 2008 | Reply

    E’ da un po’ che ti leggo, ma non avevo mai commentato. Quindi innanzitutto complimenti per quello che scrivi, trovo tutto sempre molto azzeccato, nel serio e nel faceto!
    Su questo argomento, però, che mi interessa, vorrei dirti la mia.
    Infatti, avevo letto anch’io l’editoriale di Alberoni, e probabilmente quello che trae in inganno è l’anticamera che lui fa al concetto che voleva esprimere, che tutto sommato – oltretutto – ne sminuisce l’efficacia. A mio avviso non sta invitando a non specializzarsi, ma al contrario invita ad evitare che la specializzazione diventi l’unico obiettivo, al punto da precludere la conoscenza – anche basilare – di tutto quello che c’è intorno.
    Purtroppo in qualcosa ha fortemente ragione: ho conosciuto tante persone “specializzate”, che nel loro campo erano luminari e poi, messe a fare le cose di tutti i giorni, diventavano perfetti imbecilli.
    Magari, messa in termini diversi (non è che sto qui a bacchettare Alberoni, sia mai…) sarebbe suonata un po’ più accettabile, l’argomentazione: ad esempio io avrei insistito di più sul concetto di apertura mentale, cosa davvero difficile da trovare; e avrei anche sottolineato come il comportamento contrario (di coloro che pretendono di conoscere tutto) è parimenti disastroso!
    Come a dire: voleva dimostrare che il mondo non è tutto bianco o nero, e alla fine invece lo ha sostenuto!
    L’argomento di cui parli tu, in particolare, e che mi rattrista sotto tanti punti di vista, non è un problema della persona, ma del sistema: è il nostro sistema scuola, infatti, a non essere in grado di tutelare tutti i suoi fruitori, ivi compresi coloro che hanno difficoltà diverse, e non un problema delle persone (gli insegnanti) con ridotta specializzazione. Se si imponesse di essere specializzati per ricoprire certi ruoli, si salverebbero capra e cavoli. D’altronde, l’esperienza mi ha insegnato che se ti aspetti che in modo completamente autonomo, per eccesso di zelo o volontà propria, uno si metta a specializzarsi sulla propria professione, cadi male. Soprattutto nel pubblico, dove paradossalmente (ma non troppo), invece, ci si accontenta della mediocrità: che in determinati contesti è davvero devastante, su questo ti do pienissima ragione.
    A rileggerti presto.

    P.S.: Ma il commento sopra non l’ho capito io o non si capisce proprio?

  6. By biancaneve on mar 6, 2008 | Reply

    Ciao prep…....io credo che alberoni siii una testadiminghia!
    si riferiva al nano forse….che sa far di tutta l’erba un fascio

  7. By laflauta on mar 6, 2008 | Reply

    ..il commento sopra lo capisce chi conosce chi l’ha inserito.

    preci, vedila da un altro lato: se le maestre fossero leggermente più tuttologhe, magari meno specializzate in italiano e storia e più istruite di problematiche diverse (la dislessia è molto più comune di quanto se ne parli, peccato che in molti casi viene confusa con svogliatezza e deficienza dell’alunno, senza vagamente diagnosticarla), se ne sapessero di più di psicologia, logopedia, oculistica (ipermetropia e problematiche derivanti) o anche solo umanità.... sarebbe molto, molto meglio. Invece, fanno corsi per insegnare ai bimbi a fare “laboratorio”, piastrelle di creta e gran cartelloni a tempera.

    Il mio è “solo” malato di creatività. Ed è disattento, perchè vive nel suo mondo. Di conseguenza, bollato a vita. La colpa? Della madre (che dev’essere tuttologa per antonomasia, a quanto pare). Le maestre debbono solo insegnare la loro materia, han la coscienza a posto. Loro.

  8. By Clockwise on mar 6, 2008 | Reply

    @laflauta: embeh che parole perfette! hanno ragione a dire che sono logorroico, hai scritto un 10 righe una cosa che ce n’ho messe 60 e non mi sono manco spiegato bene, secondo me!

  9. By p.s.v. on mar 6, 2008 | Reply

    @ Clockwise e laflauta Si, capisco quello che dite. infatti io ho scritto che l’articolo di Alberoni è quanto meno ambiguo.
    Per quanto riguarda le maestre, nel caso specifico, non è che una maestra si alzi una mattina e decida di aiutare un dislessico senza averne i mezzi. Bisogna saperne di queste cose. altrimenti fai disastri.
    La scuola? Il comprensorio n°x di Vicenza ha organizzato un ciclo di appuntamenti per le maestre e i genitori proprio sulla dislessia. C’era una dico una maestra. il resto erano genitori. Una maestra che avrebbe potuto specializzarsi

  10. By spad on mar 6, 2008 | Reply

    clockwise,
    sul mio commneto ti ha risposto già laflauta.. sono un dislessico (che, come aggiunge giustamente laflauta stessa, non è poi così raro, in diverse gradazioni) che ha un blog pirla.. volevo sollevare il morale a psv.. o terrorizzarlo definitivamente!! eheh..

  11. By Clockwise on mar 6, 2008 | Reply

    @spad: Ovviamente scusa, ma davvero – infatti – non avevo capito, e volevo proprio evitare brutte figure ;-) Ciao.

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