E’ tutto un attimo

dicembre 19th, 2005 | by p.s.v. |

A Caorle ci sono passato per caso, quasi nella strada. Ale mi aspettava da un po’. Doveva essere un aperitivo preso al volo. Niente di più. Trieste sarebbe stata festa. Vita. E per qualcuno una traccia d’ombra. “Ciao, non pensavo. O forse ti credevo davvero così
Un negroni bevuto al volo al bar dell’albergo “Sara”. Sapevo dove mi trovavo, ma ero lì chissà come. Un po’ come lei. “Un drink?“. “Va bene un drink, si chiama così qui?”. Nella tasca del mio giubbotto tenevo stretti gli appunti. Caorle e quel lungo mare mangiato dalla spiaggia che quasi si perde alla vista, mi dicevano già qualcosa. Forse qualcuno, una stanza. Stavamo saggiando il Negroni che il mio cellulare parte quasi in automatico. “Marcello, una camera, che son qui sotto. Il tempo di un aperitivo” Marcello è un bravo ragazzo. Un letto nel suo tre stelle a conduzione familiare, mica ce l’aveva. Ma i tedeschi erano a fare i turisti a Venezia, oggi. E a me la stanza serviva per un ora, anche se avrei voluto averla per sempre. Alessandra parla di tutto ed io ascolto, fissando i suoi occhi blù. “Parla Ale che poi lo so che tiri indietro. Però le mutande si vedono anche adesso, quando accavalli le gambe. E mi piace un casino che l’inverno sia quasi arrivato. Mi piace perchè tu stai indossando dei collant da favola.” Ti chiedo se vuoi essere mia ospite. Ho una stanza qui a Caorle. Personale, pensa te Racconto bugie. Pur di fottere sogni, racconto bugie. Alessandra lo sà. Forse ha visto i miei occhi dentro. O mi conosce già. Le mutandine scivolano via da sole. Come i miei boxer. Ale ha già il mio cazzo in bocca. “Succhia Ale. Succhia. Che io vedo il cielo, in questo soffitto bianco. In questa stanza vuota riempita dal silenzio della via e dalle parole mute della gente. Succhia Ale, succhia” Che lo stridere di un cellulare appogiato al tavolino in finto rovere, rompe il rilasciare del proprio corpo all’umido di uno strano dicembre. Solo il vibra. Nessuna suoneria. Una telefonata che rompe il cazzo. “Però pensare al vibra, nella sua fighetta che credevo depilata ma che non è” Lei risponde e si riveste. Collant strappati dalla fretta, un saluto veloce. La porta che si chiude lasciata alle spalle non prima di un bacio rubato. “Ci vediamo presto“. Rimango solo. Io e la mia mano più sicura. Che parte in automatico fino a venire. E arrivare a succhiare tutta la sborra che riesco a trattenere tra le mani. Recuperando quella sparsa, caduta tra le cosce. Per dedicarla a te

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  1. 6 Responses to “E’ tutto un attimo”

  2. By FulviaLeopardi on dic 19, 2005 | Reply

    Che gli fai tu, a ‘ste donne…

  3. By ventodipolente on dic 19, 2005 | Reply

    sti cellulari hanno rotto…sono la rovina delle vecchie sane abitudini…un alterego di vite parallele

  4. By p.s.v. on dic 20, 2005 | Reply

    Leopardi: Niente, visto che nel racconto rimango da solo… con il mio cazzo in mano

    Ventodipolente: i cellulari? io l’ho buttato dal terrazzo di casa, qualche mese fa

  5. By laflauta on dic 20, 2005 | Reply

    Caorle? Lei si avvicina sempre più alle mie zone, preci.
    Giovedì vado a vedere dove sta l’albergo Sara e chiedo un drink. Così. Per emularla. (ma dubito di chiedere una camera..)

  6. By JohnnyDurelli on dic 20, 2005 | Reply

    E magari al telefono era pure un rompicoglioni…Un cellulare che interrrompe un pompino:indicibile!

  7. By Barone on dic 20, 2005 | Reply

    no tav – no seg – no martini – no party – no cell – no pomp…ma potrei continuare…

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