La biancheria della Gloria

giugno 6th, 2006 | by p.s.v. |

Ero a casa di Gloria. Mi ero fermato preso dal sangue che pompava il corpo, dopo un messaggino che mi aveva spedito. “Ti và una birra insieme? Mia sorella è a casa di un’amica”. Mi sono precipitato. “Ho tutto” continuavo a ripetere dentro di me. “Tutto quel che serve. E una voglia devastante di strappargli le mutande con i denti”. Nella strada bagnata dall’umidità continuavo a farmi giri e giri con la testa. Il cazzo già duro dall’immagine del suo culo rotondo che vedevo riflesso nel vetro specchio anteriore dell’auto, mentre il suo piccolo seno lo sentivo già farsi mordere. “Ti scopo Gloria, c’ho troppa voglia di scoparti e farmi scopare. Ho voglia di venirti dentro senza limite e senza fregarmene di niente”. The Chemical Brother non facevano che spingere, pompare sangue e scatenare voglia. Nei coglioni induriti, sperma che dovevo lasciar “correre” e scorrere. Arrivo a casa sua che sono pronto, vivo di una adrenalina pazza che mi sta scoppiando dentro. Sono eccitato al punto giusto che, entrando, trovo Gloria sdraiata sul divano. “Che pezzo di figa che sei” è il pensiero del cervello che non riesce a tradursi in parola. “Accomodati, sono qui”. Mi siedo vicino, ma lei mi spiazza alzandosi e muovendo il suo culo verso la cucina. “Vado a prendere un paio di birre, che ho bisogno di parlare un po’”. Torna con due Moretti da sessantasei cl, le stappa, ne sorseggia un goccio e inizia uno sfogo che non finisce più. Parole che ho ascoltato per i primi cinque, sei minuti, per poi dare una tregua al cervello, causa la confusione che m’aveva preso. Non ho più capito nulla, se non che a scopare ci avevo pensato solo io. Lei era “piena” di tutto ma non della voglia di lasciarsi andare. “Scusami Gloria, devo andare in bagno”. Mi siedo nella tazza del cesso senza più speranze, lasciando scorrere una pisciata enorme mista allo sperma che l’eccitazione mi aveva procurato. Ma questa sensazione di calma ritrovata dura ben poco, che il flash mi arriva immediato non appena cerco con lo sguardo il bidone della biancheria sporca. Il cazzo torna a rispondere. Apro il bidone e frugo. Frugo come un ladro. Sono ladro e godo. Un reggiseno taglia seconda, un paio di collant venti denari color nero non coprenti. Una camicetta e altri indumenti che scorro veloci. Tra tante perle, un perizoma bianco sembra splendere di una luce più netta. Nitida. Lo prendo tra le mani, lo annuso. Lo bacio. E lo lecco. Cercando con la lingua di ripulirlo dal liquido vaginale che lo profumava di immenso. Mi sembra di leccare la sua figa, mentre mi slaccio i pantaloni lasciando la mano partire in automatico. Non ci metto poi tanto a venire, ritrovandomi col perizoma trattenuto dai denti e masticato dalla voglia. Indumento che uso per ripulirmi il cazzo e la mia mano migliore. Una fantastica sega Rimetto il perizoma colorato del mio sperma dentro il cesto della biancheria. Mi lavo le mani ed esco dal bagno. “Cosa stavi dicendo Gloria?

La Gloria la mattina dopo si era svegliata presto come sempre, ancora il sapore amaro della birra in bocca misto all’impasto del sonno, al fumo delle troppe sigarette bruciate fra le sue labbra arrabbiate. Nella testa un leggero ma continuo ronzio. Strisciando i piedi si dirige in bagno, ha addosso solo una maglietta nera con una scritta in bianco, una di quelle domande che dovremmo farci tutti nella vita: “Si può spegnere ogni tanto il pensiero?“. Mentre sciabatta verso il bagno con le mutande nere che la maglietta lascia intravedere e le sue gambe nude ripensa a ieri sera, ad Andrea, alla sua quasi assenza, al brillio dei suoi occhi mentre entrava in casa e si avvicinava al divano, a lei, proprio lei che forse aveva infranto quel riflesso di cristallo. Alla sua lunga e interminabile pisciata in bagno. L’aveva lasciata da sola sul divano a maledirsi, ad imprecare contro la sua incapacità di agire. Certo che aveva voglia di parlargli, di riversargli tutta la sua testa, i suoi pensieri irrefrenabili fra le mani, voleva che lui li prendesse ad uno ad uno, li sciogliesse distendesse ed intrecciasse facendone un tenda, una coperta, un cuscino, lei voleva la testa piena di batuffoli di cotone. Però aveva, è innegabile, anche quella voglia pazza di baciarlo, di riversargli tutta l’anima in bocca, di abbeverarsi alle sue labbra. Niente da fare, quel flash nei suoi occhi così scuri l’aveva mandata subito in tilt, aveva inceppato la rotellina in mezzo alle sue gambe, era scattata in piedi proprio mentre lui si sedeva, aveva messo subito distanza fra loro e poi fra loro ci aveva messo la birra e le parole. La birra che a lei proprio non piace, ma voleva berla, per sapere che sapore ha la birra che piace tanto a lui, per sentire nella sua bocca il sapore della sua bocca. Beveva per sciogliere i muscoli tesi, per perdere un pochino la testa, magari diventare brilla e riuscire a lasciarsi andare, ad avvicinarsi, sfiorarlo e lasciarsi sfiorare. Si sta guardando allo specchio da non sa più nemmeno quanti minuti, si sente uno schifo, un panno sporco, ha del grigio sul viso, decide di fare il bucato, c’è della biancheria da lavare a mano. Riempie il lavello con acqua calda e detersivo in polvere, prende la cesta dei panni sporchi rovista alla ricerca della biancheria, non molto, qualcosa di bianco. Prende in mano reggiseni e perizoma, li immerge nell’acqua. Li lascia sprofondare, si sente sprofondare. Mentre lava pensa ad Andrea, e intanto si chiede che cazzo è quella macchia, quell’alone sulle sue mutande, possibile? Delle mie perdite? Fa il conteggio dei giorni, del ciclo, forse si sta già preparando. Lava via, forse incurante, forse appena un po’ perplessa, senza malizia. Le manca la malizia alla Gloria, forse anche un po’ di immaginazione e proprio tutto il testosterone. Lava via, però ti pensa Andrea, ti pensa in mezzo a tutta la sua biancheria. [emi]

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  1. 19 Responses to “La biancheria della Gloria”

  2. By ventodipolente on giu 6, 2006 | Reply

    meravigliosa…bum d’un sorso e un altro e un altro ancora…

  3. By maalox800 on giu 6, 2006 | Reply

    eh…eh…eh!!gloria…

  4. By FulviaLeopardi on giu 6, 2006 | Reply

    ‘ste donne, che calvario :)

  5. By kilo on giu 6, 2006 | Reply

    :)

  6. By onda on giu 6, 2006 | Reply

    il perizoma è in disuso, molto demodè ;)

  7. By emisola on giu 6, 2006 | Reply

    Andre….

    (questo è il nostro racconto a due voci…)

    (GRAZIE, te lo dico con tutto il corpo)

    (e non lo so come mi è uscito…è solo che tu sai ispirarmi e noi in qualche modo siamo una cosa sola. dove finisci tu inizio io o forse è che ho “imparato a sentirti studiando il respiro quando il giorno tende a scomparire” – Diaframma -)

  8. By Flor on giu 6, 2006 | Reply

    (oh preci, finalmente posso tornare qui senza che mi si impalli il piccì... che fa pure rima… ma che è sta roba dei numeri qui sotto?)

  9. By Insane Soul on giu 6, 2006 | Reply

    Cristo.
    Questo è quello che ti dicevo oggi.
    Giassai fratello che sei un grande. Ma lo ripeto.
    E anche la Emi spacca.
    Cazzo se spacca.

  10. By Tripudiatore on giu 6, 2006 | Reply

    La sega è vero amore, altroché

  11. By ventodipolente on giu 7, 2006 | Reply

    emi emi emi…che meraviglia immergermi nelle vostre sensazioni…talvolta divisi dal vetro e dal reticolato delle visite al carcere…specchio distorto di visioni inquinate e percezioni stressate

  12. By maalox800 on giu 7, 2006 | Reply

    però!ne sa di cose questa Emi. complimenti, a tutti e due.

  13. By Lullabye on giu 7, 2006 | Reply

    In questi due post si racchiudono tutte le tenere e maledette diferenze fra i nostri due mondi.
    Fankulo libri,trattati psicologici,lezioni di sessuologia ed esperti.
    Con questi due scritti si apre e si richiude congiungendosi un abisso…
    Complimenti a entrambi,meraviglioso!

  14. By ONDA on giu 7, 2006 | Reply

    bellissima l’altro lato della storia, vista dagli occhi di Emi.

  15. By JohnnyDurelli on giu 8, 2006 | Reply

    EMI. E’. SEMPLICEMENTE. SUPERIORE:

  16. By p.s.v. on giu 9, 2006 | Reply

    Johnny: Emi è su tutto superiore. oltre che una gran bella figa

  17. By vinz on giu 9, 2006 | Reply

    Perfetto, semplicmente, quel cercare le mutande in bagno. E i due racconti (sì, d’un sorso anch’io). Davvero, non c’è niente da dire, solo rileggere. E aspettare il prossimo.

  18. By anonimo on giu 30, 2007 | Reply

    che cesso..

  19. By adrionzola on ago 8, 2008 | Reply

    Ma che meraviglia tutto!

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