The self-portraits, the procession and the old eager

dicembre 27th, 2011 | by p.s.v. |

La Lorena vive a Sandrigo, pesa 96 chili e lavora al Lidl tutti i giorni, pure di domenica adesso che siamo sotto le feste di natale. Ha una Panda di quelle vecchie e ama fotografarsi nuda o vestita con qualche velo e le mutandine. Poi accende il suo pc e si sistema le foto con l’autoritocco che è una tecnica che ha imparato dalla Monica, una che lavora con lei al supermercato Lidl. Ci scrive “Lorena” sulle foto e ci mette pure dei cuori sopra il suo faccione truccato. Azzurro marcato sulle palpebre e un rosso lacca sulle labbra. Vive con sua Mamma Adele che non è più sposata perché gli è morto il marito che saranno vent’anni, anche se adesso si è portata a casa un uomo che avrà si e no 80 anni ma che è ancora in forma e passa le sue giornate al Bar da Franco a giorcare a Tresette oppure sulle slot a sputtanare soldi. La Lorena un poco gli sta sul cazzo sua mamma, perché sua mamma scopa ancora, mentre lei che c’ha 35 anni suonati ha dovuto farsi procurare un vibratore per farsi passare le voglie. Qualche giorno prima di Natale era sul balcone vestita solo con un reggiseno, i collant neri senza le mutante sotto e degli stivali tacco 12 alti fino a coprirgli il ginocchio che aveva comprato a 20 euro dai Cinesi che c’hanno il negozio a fianco del Lidl dove lavora. Aveva la macchinetta fotografica digitale messa in posizione sopra il davanzale della finestra pronta per l’autoscatto, quando d’un tratto è apparso nella sua stanza il vecchio che sta con sua madre che se l’è ritrovata mezza nuda davanti a fare la diva. Invece di uscire il vecchio è rimasto a guardare mentre le fotografie scattavano in automatico. La Lorena non voleva perdere l’occasione, perché proprio in quell’istante alle sue spalle passava Don Mariano con una processione di fedeli che portavano in giro per le strade di Sandrigo una statua gigante di gesù bambino. Quella foto l’aveva pensata al lavoro, sapendo della processione. Per lei quegli autoscatti non avevano prezzo. Accettò quindi la presenza del vecchio, il tempo necessario dei tre click programmati nella sua digitale. Ma al vecchio, quegli istanti senza cenno alcuno, senza nessun movimento del corpo, senza il minimo tentativo di coprirselo e su tutto, senza alcuna apparente vergogna, avevano assunto tutt’altro significato. Prese il bastone, col quale si aiutava a camminare e lo puntò dritto sulla bocca della Lorena. La digitale rimase al freddo, lei rientrò, seguendo il segnale che le imponeva quel rigido e grosso pezzo di legno.

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  1. 3 Responses to “The self-portraits, the procession and the old eager”

  2. By Franz on gen 1, 2012 | Reply

    Un breve ritratto estremamente accattivante, che ha il sapore della realtà, quella tanto più vera in quanto inconfessabile.
    Ti auguro un anno pieno di vita vera.

  3. By p.s.v. on gen 1, 2012 | Reply

    Grazie Franz. Un augurio anche a te di buona vita

  4. By Gemma on gen 15, 2012 | Reply

    ....

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