Tremano le mie gambe aperte
agosto 31st, 2008 | by p.s.v. |Con Baby ci incontriamo negli angoli più disperati di questo strano paese, nei bar che nessuno frequenta, nelle panchine scrostate dalla loro vernice migliore. Lame a incidere un infinito “Ti amo“. Ci Scriviamo adolescenti lettere fatte recapitare agli angoli di strade sconosciute, sotto pietre dal carattere particolare o inserite in improbabili cassette postali di colore blu.
Di Getto.
Vissuti trascorsi consumati dal tempo, celati in uno spazio dell’anima oscura. Chi siamo noi? Poesie incomprese, malati immaginari, suoni, colori, profumi, odori, rifugiati di una qualche speranza, persone o nullità, fiumi di birra, calici di vino rosso, sigarette proibite.
Decantate le mie voglie di donna, corpi sudati, mescolati, volti che veloci si susseguono nella mente, nomi di uomini, di donne, di gente passata, conosciuta.
Tremano le mie gambe aperte, clitoride impazzito, capezzoli induriti. Eccitamento. I sensi mi prendono, non voglio venire.
Ritorno alla mente, ad un pensiero, una ossessione piacevole, fasulla o vuota delle stronzate della morale.
Ed ecco, di getto. Non ho saputo resistere.
Ti amo
Baby
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Tags:amore, distanza, lettera, speranza, vita