novembre 7th, 2011
Festeggerò la sconfitta della gente comune, quella che in forte maggioranza ha votato nelle precedenti elezioni a favore di un disastro annunciato. Quella gente che continua ad affossare lingua e stomaco dentro a televisioni e trasmissioni che azzerano chirurgicamente il loro cervello. Festeggerò la sconfitta della gente comune, quella che si è fatta fottere pur di fronte a moniti di spessore. Si sapeva tutto fin dall’inizio, era scritto ovunque e in tutte le lingue del mondo. E, se nel ‘94 non c’era internet, come dici tu, c’erano comunque i giornali, c’erano i libri, c’era l’arte, c’era l’umanita e c’era chi si dannava l’anima per una cultura autentica, vera e schietta. Festeggerò la sconfitta della gente comune. Quelli che han perso casa, lavoro, dopolavoro, vitto, alloggio, aspirine, valium, buoni pasto per la scuola dei figli. Perché nel frattempo si son fottuti pure il sudore in un bolide di lusso, in un cellulare di merda, in una vacanza nel mar rosso, nell’ultima slot machine dell’ultimo ridicolo bar fuori dal corridoio del reparo notte. Il tutto a rate, baby. Festeggerò la sconfitta della gente comune che si è fatta maciullare il cervello da una banda di ladri. Chi ha dormito sognando di meravigliose favolette e veline e meteorine che andavano in meravigliose ville in sardegna a farsi sbattere “ma cosa vuoi leggere in spiaggia?” Quelli di “Chi” di “Vip” di “Trip”, di “Novella 3000”, del “Grande fratello” e della “Maria de Filippi”. Festeggerò la sconfitta della gente comune che non c’ha più un cazzo perché se l’è voluto, venduto al prezzo di un tiket all’usuraio di famiglia. Hanno preferito la lotteria piuttosto che sofrirre e lavorare e impegnarsi e amare e credere e provare nel loro piccolo a fare della politica vera e autentica e difficile e straordinaria e bastarda. Che la politica la fai anche rimanendo a casa, la fai alla scuola dei tuoi figli, al cinema, al teatro, al bar, dal dentista, al mercato, dal macellaio, la politica la fai con gli amici, con i colleghi di lavoro, con chi ti sta sul cazzo. La politica la fai con chi ami, la fai insieme a chi gli uccideresti il cane, la fai con il tuo datore di lavoro o con la tua amante. La politica la fai sempre perché esserci, è tutta un’altra storia.

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