Ed hai vent’anni di meno

gennaio 2nd, 2012 | by p.s.v. |

Vent’anni fa. In giro per le strade di mezza provincia a raccattare dosi quotidiane di anestetico. Vent’anni fa. A seguire l’odore dei bisogni. Vent’anni fa, erano giri di basso elettronico, batteria e chitarre. Nicola si mangiava 5 pastiglie di extacy e poi non riusciva ad entrare in discoteca, affetto da stranissimi quanto assurdi attaccchi di panico. Quando gli riusciva di varcare la porta d’entrata, usciva direttamente da quella di sicurezza per rifugiarsi in macchina. Occhi sbarrati a fissare il tettuccio di un auto presa a caso. Vent’anni fa. A bucarci le gambe perché non avevamo più vene e le camicie lunghe anche d’estate. Vent’anni fa. A progettare un pezzo d’arte che non riuscivamo a far esplodere. Vomitare. Anestetizzati più dalle paure degli adulti piuttosto che dalla nostra incapacità ad orientarci. Troppe le insofferenze esterne ai nostri corpi e i conseguenti falli da dietro che subivamo. “Studia, esci, non sei normale, cos’hai in testa, mettiti a fare qualcosa, sei strano, lavora, guarda i tuoi amici, risparmia, trovati una ragazza, pensa prima di dire qualcosa, guarda tuo fratello, guarda quell’altro, guarda qualcuno”. Uno, due, tre, quattro. I giri di basso erano quattro prima di ogni inizio alla vita. Poi arrivavano i vinili mischiati tra loro e anticipati dalla batteria a farci esplodere. E avevamo male di vita e nessuno ci ha mai chiesto se avevamo male di vita. “Oggi sono in bianca”. Ci fosse stato il sole a fondermi lo stomaco io ero in bianca. “Guarda tua sorella che balla, che ride, che gioca, che studia, che disegna, che scrive, che cuoce, che nuota, che cammina, che grida”. Ecco, appunto. Io non ho mai gridato abbastanza forte. Non ho mai mandato in culo nessuno come avrei dovuto. La batteria fa il solito irrequieto giro da dieci minuti buoni, insieme ad un basso e ad una chitarra distorta. Mi sembrano i kw di un motore a scoppio. Marchiato alfa e trasferito in musica tramite un ottimo softwere. Cosa facciamo stasera? Mi vedi, ti chiedo. Chi fottiamo stasera, piuttosto? Il suono elettronico è ossesivo ma appagante, rilassante, vivo, nutriente. Il sangue ha un sapore metallico, se ci pensi. Non ci è poi voluto molto, a trasformarlo in bit.


La fotografia “glasses” è di Aurelio Farina

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  1. 3 Responses to “Ed hai vent’anni di meno”

  2. By Facole on gen 2, 2012 | Reply

    Bella questa storia.

  3. By Yoshiko Nakamurazawa Möser on mar 10, 2012 | Reply

    Ma…
    Io passerei l’ora di pranzo a retuittàrti tutti i post(i), tutto il cuore.

  4. By p.s.v. on mar 12, 2012 | Reply

    @ Elizabeth Basta che non ti dimentichi di mangiare ;)

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