Il male che vive

novembre 28th, 2006 | by p.s.v. |

Era da un po’ che non arrancavo, nel tentativo di coprire al meglio la distanza che mi divide dalla tranquillità. Il letto non mi vede da qualche giorno in attesa forse di una ricaduta del sonno. Date anticipate, visite che lasciano spazio agli incubi. Che puntuali arrivano a farmi visita in quell’unico paio d’ore di libertà che concedo agli occhi. “Lei non può guidare, almeno fino al prossimo controllo”. Una frase banale che però picchia nello stomaco. La parte del fisico più debole, nella lunga distanza. Una piccola frase che costringe gli occhi ad una nuova visione della vita. Le gambe se sono spezzate, non possono correre. Così come gli occhi, se bruciati dal sale, diventano “difficili da evitare”. Un unico bar mi divide da un bicchiere di jack che non posso più bere. Altra frase banale che picchia duro. Quel bicchiere servito nello stomaco, con il compito di farti diventare, anche se per pochi minuti, qualcosa che non sei e non sarai mai. La deviazione mi porta ad un caffè, che non mi aiuta di certo a liberare la mente. Mi ritrovo nuovamente sulla strada, dove i colori al neon delle luci che vivo, sono più forti che mai. Mi volto a guardare l’insegna arancione del bar che il tremore mi arriva veloce dai piedi, sale la gamba e becca secco il braccio sinistro che si alza contro la mia volontà. La bocca prende una forma per i cazzi suoi e gli occhi. Che vedono tutto quello che non si può. L’insegna arancione del bar diventa una macchina che sfreccia lontano, il catrame scucito di una strada da rifare, mozziconi di sigaretta spenti e abbandonati. Il risveglio brucia lento il viso. E lo “sguardo” degli altri.

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  1. 8 Responses to “Il male che vive”

  2. By Sioux on nov 28, 2006 | Reply

    un abbraccio Preci.

  3. By valeria on nov 28, 2006 | Reply

    anche da me

  4. By molecole on nov 28, 2006 | Reply

    uno anche da qui

  5. By Sw4n on nov 29, 2006 | Reply

    Sei più delirante del solito. Quando sei così scrivi meglio, del solito.

  6. By fernando on nov 29, 2006 | Reply

    Leggerti, sempre un pugno nello stomaco, impossibile farne a meno

  7. By FulviaLeopardi on nov 29, 2006 | Reply

    preferisco il caffé al jack, almeno fino alle 4 di sera
    un abbraccio (anche se te fai parte di quelli che odiano “un abbraccio” o “ti capisco” scritti sui blog altrui)

  8. By Insane Soul on nov 29, 2006 | Reply

    L’alcool è una costante della mia vita di quest’ultimo periodo.
    Sto portando un personale non stop da due settimane. Tutte le sere a bere.
    Questo week-end non mi sono affatto interrotto tra sabato e domenica.
    Sono un coglione per questo. Ma anche per molto altro.
    Il fatto è che è un piacevole torpore quello dell’alcool.

    P.S. Stai per ricevere una mail bro.

  9. By Lulla on dic 1, 2006 | Reply

    OT (e cambio post … ps come va?)
    Il pupino è figlio di un mio carissimo amico!

    tzè ... 18 anni

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