In faccia

novembre 27th, 2006 | by p.s.v. |

Tutta sta vicenda della lettera minatoria, fatta pervenire a mia moglie, m’ha fatto ragionare sull’uso del mio blog. Questo non luogo fino ad un certo punto è stato anonimo. Nessuno sapeva in realtà chi ero, cosa facevo, come mi comportavo, cosa mangiavo. Ad un certo punto, passata sopratutto quella fase ormonale denominata di caccia, non ho più avuto alcun problema ad ammettere a chiunque di scrivere in un blog e quale fosse il nome dietro cui trovare gli occhi. Fino a qui, nessun problema. Poi è arrivato flickr, quindi le forografie. Ed anche in questo caso, da un primo momento in cui pubblicavo solo scatti anonimi, sono passato a pubblicare i segni del mio volto e addirittura dei mei figli. Senza farmi alcuna paranoia. Nell’ambiente di lavoro precipitandosivola.it è diventato presto una lettura comune, così come nel paese che vivo. Da qui in avanti le prime pare e l’inizio di qualche problema. Scrivo storie da sempre, tra fogli di carta e bit. Scrivo le mie storie, le storie della gente che ho vissuto fin dentro il buco del culo. Certe volti sono stati scavati. Aperti. I volti con le loro storie, le loro sconfitte, i loro drammi. I loro nomi. Mi chiedo quanto giusto sia, farlo in un blog. Almeno in questo modo così piatto. Anche se i nomi possono essere storpiati, letti al contrario o inventati, le storie sono quelle. La vita di una persona non può essere fraintesa con un’altra. Non si possono scambiare le storie quando ci si legge dentro. Qualsiasi persona riconosce se stesso anche a grande distanza. Mi chiedo quanto possa servire, se non a rischiare l’ignoranza delle persone. L’impatto fisico.

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  1. 9 Responses to “In faccia”

  2. By Richard Gekko on nov 27, 2006 | Reply

    Me la sono fatta anche io questa domanda, più volte, perchè nel bene e nel male il blog ha rappresentato molto di me e delle persone a cui voglio bene. La risposta è ogni volta la stessa ma con sfumature diverse.
    E ho rifelttuto molto anche sul tuo modo di presentarti pubblicamente.

  3. By lila on nov 27, 2006 | Reply

    non mi piace leggere un blog dove i nomi sono solo delle iniziali puntate. mi piace leggere della vita degli altri, vera o fantastica che sia. non ho mai avuto il coraggio di pubblicare foto, forse per evitare quello che è accaduto a te. io credo che scrivere dei pensieri sia alla portata di tutti. credo che scrivere delle storie sia alla portata di pochi. credo che pubblicare tutto di se stessi sia coraggioso. poi ci sono degli infami che ne approfittano, ma gli infami ci sono sempre ed ovunque.
    bacio.

  4. By sciroccata on nov 27, 2006 | Reply

    a volte una parte del mondo fuori è a un gradino più basso, e tant’è.

  5. By Samuele on nov 27, 2006 | Reply

    E’ una domanda che ci siamo fatti in molti. Io scrivo soprattutto di me, ma molti miei amici/colleghi leggono il mio blog. Quanto è giusto, quanto è sbagliato, pubblicare storie e foto? Domanda difficile.

  6. By Albi on nov 28, 2006 | Reply

    C’è un piccolissimo libro di un economista Carlo Maria Cipolla intitolato Allegro ma non troppo. Nella seconda parte l’autore illustra la teoria della stupidità umana, arrivando alla conclusione che esiste sempre una frazione di stupidi trasversale ai gruppii sociali il cui comportamento non è prevedibile e non reca giovamento a nessuno. Tu hai beccato la tua frazione, io ho beccato la mia, ma non scrivere più in un blog significherebbe far vincere la stupidità.
    Il tuo pezzo di etere è tuo sempre, anche se qualcuno tenta di sporcarlo. Sono sicura che tu non hai mai scritto qualcosa perchè non fosse letta o pubblicato un’immagine perchè non fosse vista.
    A me è capitato di usare il blog per mandare un messaggio ad una sola persona, ma comunque per gli altri può essere apparso un semplice racconto, una favola, un pensiero della fantasia, o semplicemente un pezzo da leggere.
    La risposta credo sia una sola, si riempie un blog perchè si ha il piacere di farlo!

  7. By laislabonita on nov 28, 2006 | Reply

    Credo che sia il problema degli scrittori, non solo dei bloggers. Ci sono libri, anche classici, di una tale intimità, che vanno tanto nel profondo da avermi fatto pensare, tante volte: che coraggio! E, secondo me, questo coraggio può regalare, talvolta e a qualcuno, una liberazione da certe catene della coscienza.

  8. By FulviaLeopardi on nov 28, 2006 | Reply

    ho scritto (raramente) di persone vere (cazzate, non storie serie), con nomi (senza foto) ...loro non sapevano, Lisa, che lo ha scoperto poi, voleva farmi il cu*o…che dire, il blog è personale e ognuno ci fa quel che cazzo gli pare, è anche vero però che esistono altre persone (“coinvolte” nel blog) cui questo “quel che mi pare” può dar fastidio

  9. By inopera on nov 29, 2006 | Reply

    io penso che internet é il mondo…si trova di tutto, c’é di tutto…puttane, arraffoni, bugiardi, fondamentalisti, politici, ruffiani, accattoni, furbi, menefreghisti, nichilisti….mio dio, ci sono anche io, tu, ho trovato amici che conoscevo per caso in rete…di passaggio, di ritorno da viaggi, in chiusura di blog o in apertura.
    in volo, in caduta libera, in discesa, morenti, allegri, appena nati o lasciati, frustrati, incazzati.

    Le foto che mostrano chi siamo realmente, alla fin fine, sono l’ultimo tassello per capire chi é che scrive. Sono talmente tanti gli altri indizi che ci arrivano dal blog che l’immagine – appunto – é solo l’ultima cosa.

    Il coraggio é farsi leggere…c’é sempre quello che fa i complimenti, quello che ti dice continua, ma pure chi ti prende per il culo, anche a gratis. O chi minaccia, o gioca sporco, non si sa per quale ragione.

    Io dico sempre…continua fratello…bella cosí !

  10. By flor on nov 29, 2006 | Reply

    Ma che c’entra tua moglie in tutto questo? Perchè puntare su di lei la pistola e sparare? La lettera anonima è violenza allo stato puro, insensata, perchè non coinvolge gli interessati (tu che racconti e il/la raccontato/a) ma terze persone. E’ cattiveria subdola, da infami. O forse invidia cieca. O forse una reazione perchè si è trovato/a davanti ad uno specchio. Il blog di un altro a fargli da specchio.

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