L’odore lungo
aprile 19th, 2012 | by p.s.v. |Dovrei bere acqua, che voglio ricordare i sogni. Rileggere vecchie mail e scambi di battute in formato chat è un po’ come mordersi i coglioni, che mi sento sfinito e svuotato e felice. L’avresti mai detto? E’ l’olfatto, alla fine, a farci innamorare. Un senso che può arrivare a coprire qualsiasi distanza, credimi. Trent’anni fa l’olfatto della specie umana non arrivava che fuori dal quartiere cui abitavi. L’odore lungo, lo percepivi nei libri, nei vinili di Vasco o degli Stones o di chi vuoi. Nelle lettere scritte a penna. Probabile abbiam perso qualcosa per aver sviluppato questo senso. A conferma che siamo animali, tanto che alla fine di tutto, ci è rimasto quasi inalterato l’uso del cazzo e della figa. Così, nell’attesa di leccarti le goccioline di sudore, stanotte mi sono sparato una sega fantastica. Con te a 80000 km di distanza.
La rottura arrivò puntuale con l’esplosione dell’estate. Deve essere stato luglio o agosto. Ero appeso. Credo ci fu un temporale. Il blackout non ci permise una sola parola. Inizialmente non soppesai la cosa. Ho le spalle larghe, che quando devi attaccare, pensi che potresti anche restarci. Scrissi un timido “mi manchi, fatti sentire.” Chiesi in giro. Ma c’ho la pelle massacrata dal sale e oramai annuso ogni pisciata. La sua in particolare, ha un odore fantastico, tanto da confonderti le idee. A pensarci bene ricevetti una chiamata, che decisi arrivasse da lontano. Deve essere stato l’odore, a farmelo pensare. La persi. Anni prima scrissi sul mio blog: “C’è da godere ad essere irraggiungibili.” Parlavo di me, ovvio. Ora non mi bastava. Non mi bastava fosse diventata lei irraggiungibile per una qualche cazzo di ragione. Scrissi ancora. Ma invano. Che poi uno è irraggiungibile agli altri per raggiungere se stesso. Questo mi bastava, anche se son bravo a raccontarmi menate. Che le bugie sono state inventate per evitarti i guai. Come adesso. Sono le 3 e mi bevo un Campari doppio che ho sete. Potrei bere acqua, certo. Ma poi vuoi mettere l’ansia che sto pompando e il sonno che non c’è. Una buona bugia, diciamo, ed è fatta. Ti senti a posto. Ricordo che impacchettai il silenzio. “Un regalo per giorni migliori.” Anche in quel caso, una grossa balla che mi raccontavo. Un tentativo quanto mai inutile di fuga. Mal di vivere. Ansia. Ma su tutto, capii che non stavo suonando da tempo della buona musica sparata a palla. Che da ste parti tanto è tirare i sentimenti al limite, tanto è dimenticarti di essere dotato di organi. Trattamento farmacologico. Automedicazione. Una “bianca” passata in piedi, senza cagarmi addosso. Vomitare. Un posacenere mezzo pieno, che tu i mozziconi mica te li puoi fumare. Eppure in questo caso era diverso. A giorni e mesi e 80000 km di distanza, mi ritrovavo con la pelle arricciata, il sudore freddo e caldo insieme, i crampi in tutte le parti del corpo. L’astinenza non la auguro nemmeno al mio peggior nemico. La morte magari si, ma l’astinenza è una tortura. E come se non bastasse, ci si mette Splinder a dar di matto. Splinder era l’ultima possibilità. Un comodo pusher del cazzo. Se hai un ottimo spacciatore, che non è dentro alla merda, puoi stare tranquillo. Splinder, al contrario, era devastato. E pensare che lo usavo solo come aggancio per arrivare dall’altra parte del mondo e a tutti quei bit fantastici che mi facevano sperare ancora. Il silenzio era entrato nella sua fase peggiore. Non accusavo nemmeno il rombo delle auto che mi sfrecciavano a fianco. O di una sedia spostarsi. O l’acqua scorrere quando tiri lo sciacquone, che hai finito di cagare. Il silenzio che sentivo mi faceva impazzire. Decisi per un amplificatore di grosse dimensioni, inchiostro, acqua e bit. Un bel sound, non credi? Scrissi i miei pezzi migliori.
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3 Responses to “L’odore lungo”
By silvia on apr 19, 2012 | Reply
ho scritto ieri di odori. che ti riportano alle cose in maniera quasi violenta. bel pezzo andrea, da leggere tutto d’un fiato, tanto che poi rimani senza.
By D_day97 on apr 24, 2012 | Reply
Fantastico!
By alem on set 12, 2012 | Reply
Anche io.
E li ho lasciati lì.
Si sono persi chissà dove.