Parlare con te [anche se non ci sei più]
febbraio 22nd, 2008 | by p.s.v. |
Oggi piove ed io sono qui, solo come un cane, a farmi scuoiare dal sole. Senza trovare un goccio d’acqua per potermi dissetare. Mentre sento piovere dentro. Acqua che non posso bere. Ma che sento bruciare. Liquido che portato a temperature insostenibili sta consumando la mia voglia di vita. E di vivere. In questo angolo di campagna sterile. Dove vorrei poter ascoltare nel silenzio di una pace che non ho, soltanto la tua voce, invece di dovermi nascondere dalle urla spaccate di questi angeli assassini. Fatti rimanere a digiuno da un bel po’.
Serena la trovo seduta in fondo a quel viale che percorro interamente, stretto alla gola da pezzi di marmo bianco. Le braccia che stringono a se le gambe, quasi a ripararsi. Dalla brezza. O dalla vita. I capelli lunghi mossi da un vento limpido. Pieno. Scalza è ancora più bella, con quella A maiuscola marchiata di china blu, nella sua caviglia più emotiva. Parliamo di noi. E i sorrisi dipinti nelle nostre labbra si trasformano presto in lacrime, che scendono fino a segnarci il viso. Fino a perdere il respiro. “Io non sto bene. Sto piangendo molto in questi giorni. E piango per te, piccola. Un pianto che non vuole esplodere. Ma che rimane quasi bloccato. Come a voler rimanere lì. Dentro lo stomaco. La gente mi vuole vedere bene. Io rispondo che non lo so. Mi chiedo perché dovrei stare bene per forza quando io sto male di te. E voglio stare male. Mi va bene così e tu lo sai. Sai quanto mi manchi, zingara. Che per parlarti devo prendere fiato e fermarmi qui. In questa casa dipinta di rose rosse. Mi manchi e tu lo sai. Perché mi vedi. Perché mi piangi. Perché il nostro è un amore che non sarà mai. Mi manca la tua voce. Il profumo della tua pelle. Le notti d’amore vero. I balli in spiaggia. Le fughe. Il sapore delle tue lacrime. La confusione che ci dilaniava dentro fino a farci morire. Ti amerò per sempre. E lo so, che ci sarò solo io per te. Fuori è sempre il solito casino. Non è cambiato nulla. Niente che valesse davvero la pena di vivere“.
Svegliarsi per cosa poi?
Per trovare tutto com’è?
Come lo avevi lasciato il giorno prima?
Prima di addormentarti,
prima di nascondere i tuoi occhi al mondo,
ai sentimenti. Alla noia
O svegliarsi con un speranza,
un tiepido sole che ti scalda, ti nutre, “vive”
Svegliarsi con una speranza,
una presenza che non vedi
ma c’è
Non senti, sei te
Speranza di riuscire a lasciarsi andare.
Permettersi finalmente di “stare”. “Vivere”
Speranza di poter anche “pensare”,
“girarsi e cambiare”. “Partire”
Speranza di vivere un giorno peggiore di questo,
un emozione che possa farti stare male,
un amore. Un sogno.
Speranza di riuscire a “morire”
Tags:amore, dialogo, lutto, malessere, morte, pianto, pioggia, serena, sole, speranza

7 Responses to “Parlare con te [anche se non ci sei più]”
By Sioux on feb 22, 2008 | Reply
quel virgolettato lo sento anche mio. Hai messo in parole anche delle mie emozioni…e questa è una piccola magia. Grazie Preci!
By Cri on feb 22, 2008 | Reply
Sono con te.
Queste parole hanno vita
By al3sim on feb 22, 2008 | Reply
Ogni mio commento sarebbe stupido, quindi sto zitto. Grazie.
By shot on feb 22, 2008 | Reply
“speranza di poter anche pensare”.
no, io penso anche troppo, fino a farmi esplodere la testa.
By 24frames on feb 23, 2008 | Reply
vento. hai ragione.
leggo ora e mi fermo tra le righe.
By fatina silenziosa on ott 14, 2008 | Reply
...i miei complimenti più sinceri…
...leggendo mi è venuta una fitta allo stomaco…
forse perchè mi ci ritrovo tra le righe…
...mi hai regalato una sensazione strana…nuova…
Premetto che son capitata quì per “caso”...
...cercavo altro…ma la serendipity ha fatto il suo corso ancora una volta…
...grazie…