Self-portrait

aprile 9th, 2012 | by p.s.v. |

Che ti dico dimmi o scrivi, che quelle foto non mi bastano e che guardarti le gambe è fastidioso perché non posso sfiorarle con le labbra dopo avarti sfilato i collant. Ho un’inclinazione naturale per il mal di vivere, lo ammetto, e un curioso affetto per la trasgressione. Il mio ego è come la coca più buona, di quella che non c’è più, di quella che ti faceva volare sopra ogni cosa. Piccolo particolare. Questo aspetto caratteriale non è dotato del terribile down non appena esce dalla porta di casa. In poche parole, una ruota di scorta sempre pronta a tirarmi fuori dai guai.

Avvolto nell’ombra della ennesima sigaretta,
quella accesa non per piacere ma per il bisogno di staccare,
per annebbiare i pensieri
per ingannare la stanchezza.
Il volto segnato dalle rughe
nate dalla troppa voglia di dire “io non ci sto più”
e poi ingannate dallo sguardo curioso.
Sono ancora qui,
ci starò forse per sempre perché non so andarmene,
non so lasciare,
non so partire,
ma non vi apparterrò mai.
Non vi sarò mai alleato,
vi guarderò e a volte mi avvicinerò
a volte vi amerò
e altre vi bestemmierò la mia delusione,
il fumo denso.
Oggi il tempo fa proprio schifo [Simona P.]

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