Vasco, la fine di una rock star
giugno 28th, 2012 | by p.s.v. |Vasco Rossi, sia chiaro, lo amo da sempre. E anche se ultimamente ho avuto qualcosina da mandargli a dire, credo che nella rete e con Facebook in particolare, avesse trovato un autentico quanto mai efficace mezzo per comunicare i suoi pensieri, le sue provocazioni, la sua rabbia, le sue fragilità, le sue intuizioni. Il suo modo di vedere la “cosa” vita. Ora apprendo, che sarà il One Man Show in un programma televisivo sulla Rai. [segue l’intervista con il produttore del programma stesso]
Mi auguro, com’è probabile, che il programma sia stimolante e bello. Ma attenzione signori, questa è la sua fine. Non tanto per questo suo modo di riciclarsi, per questo bisogno isterico di rimanere a galla in ogni caso. Ma piuttosto per la smentita a ciò che fin’ora ha cantato. E Vasco, da trent’anni, ci ha cantati tutti, raccontando le nostre storie dal suo punto di vista. Una visuale rock, sulle nostre giornate. Personalmente Vasco l’ho sempre seguito ai concerti, fin quando era nessuno. E ricordo bene, ultimamente, le volte in cui esortava il pubblico a “non guardare la tivù, a non cadere nel suo tranello”. C’è una sua frase che mi martella il cervello in questo momento.
Oggi è la tivù a dire se, se una cosa è vera o se hai sognato te [qui il link al testo completo]
Non aggiungo altro, credo di aver detto quel che dovevo. Alla buona fortuna, allego pure il video in cui “consigliava” vivamente e giustamente, di non badare troppo a quel che vien passato alla televisione [minuto 4:35]
Buone visioni
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