Cosa devo pagare ancora?
maggio 16th, 2008 | by p.s.v. |Mi sono stancato di presentare alla “vita” il conto dei miei guai. Non ho forse pagato abbastanza, piccola?
E’ come violentare la porta di casa. L’entrata. Scassata alle spalle di sostegno, sporcate nei loro colori più belli. Cosa vuol dire che sei stato? Vuol forse dire che non ci sei più? O che hai rinunciato a recitare la tua parte più istintiva, viva? Vera? Qualcuno ti ha costretto al silenzio, accettando la calma artificiale dei tuoi giorni, colorati per l’occasione dal tuo analista di fiducia? Sei triste, te l’ha mai detto nessuno? Di cosa ti vergogni, uomo?
Ex di turno, ex fidanzato, ex parlamentare, ex tossico. Ex lavoratore, ed ex disoccupato. Ex giornalista, ex rompicoglioni, ex campione del mondo ed ex mediocre. Ex credente, ex rocker, ex alunno, ex disgraziato. Ex amico, ex sessantottino, ex politico ed ex piduista. Ex forzista, ex alleato ex faccendiere ed ex impiegato.
L’ex non esiste. Siamo stati. Abbiamo vissuto, creduto, amato, tradito e perso. I nostri occhi hanno visto e il nostro cuore respirato. La nostra coscienza ha sentito e il nostro cervello immagazzinato. Siamo noi. Con tutte le fotografie della nostra storia. Al portone di casa abbiamo solo sostituito la chiave. L’ex non esiste. Sono pezzi di vita che non possono essere cancellati da una banale parola costruita su due lettere. Saremo sempre e comunque.
La puttana con cui hai passato i tuoi giorni più veri, ti resterà per sempre dentro. Anche se l’amore della tua vita avrà un altro nome. E la sua figa tutto un altro odore. Il vecchio politico passato dall’opposizione alla maggioranza per rimanere a galla, avrà in ogni caso i suoi valori. O buoni motivi per sentirsi in colpa. E così un tossico che magari ha imparato la respirazione senza alterare il battito del suo cuore con la chimica. Riuscirà a non farsi, ma incacrenite gli rimarranno le cicatrici. I segni. Le fragilità. Un impresario avrà modo di affermare per sempre di essere stato all’avanguardia in quel campo, anche se tra i suoi interessi è spuntata la politica. Un cleptomane fiuterà per tutta la vita quando sarà il momento di “battere”, senza per questo dover continuare a rubare.
Spiegami con quale diritto hai bisogno di “segnare” chi intralcia la tua vista. La tua strada più comoda. La tua moralità. Dammi una buona occasione per appiccicarti un etichetta in fronte. O una taglia sulla testa. Perché io non la trovo. [da “l’ex non esiste“, p.s.v. 17.11.2006]
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