E allora giochiamo, Dio?

febbraio 21st, 2008 | by p.s.v. |

Dove sei che da un po’ ti sto cercando? O chiedo di te. Non sono mai riuscito ad incrociare lo sguardo dei tuoi occhi agli angoli di queste strade. Nel buio delle mie stanze. Tra le rughe della mia pelle. Dove sei? Che non ti “vedo”? Non sento il tuo odore. La tua parola Ti ho cercato anche stanotte. Ho provato a chiamarti ma il mio grido di dolore mi tornava indietro. Eco impalpabile e violento a sbattere duro contro il mio volto sbiadito, quasi irriconoscibile. In questo giorno così insensibile, le porte della tua casa sono chiuse. Devo forse pagare per entrare? Qualcuno dice di averti visto tra gli scaffali patinati di un supermercato occidentale a riempire il tuo carrello di prodotti a prezzo pieno. Fuori dalla nostra portata. Avevi bisogno di comprare il gel? Modellare i tuoi capelli, potrebbe essere una buona risposta, a questa vita che probabilmente ha tenuto un passo troppo veloce per le tue gambe stanche. E per le tue parole così scontate. O ti sei soffermato nel reparto dell’intimo? Un piccolo perizoma nero, adatto per comprare anche le “voci diverse”. Dove sei, che non ci sei mai?

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  1. One Response to “E allora giochiamo, Dio?”

  2. By shot on feb 21, 2008 | Reply

    io l’ho visto.
    è venuto nel mio show room per comprarsi un bidet.

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