Fine della recita
gennaio 19th, 2006 | by p.s.v. |È un po’ come fare la fine di una vecchia puttana, che alla venerabile età di 95 anni si è spenta senza dire niente. Sola, con il suo sorriso semplice, complice, immerso in uno sguardo segnato. Dietro di lei, una buona fila di clienti pronti a scannarsi per poterla sbattere ancora. Diranno “è stata una donna stupenda“. Che “ha vissuto per la famiglia, i figli. Per i suoi adorati nipotini, che a natale si ricordavano sempre di lei“. Reciteranno che “è giusto così, in fondo la vita va vissuta fino a che il cervello tiene e il corpo sorregge la guida”. I “mi mancherai” si sprecheranno, misti ai “ti voglio bene, baby”.
La porta di casa verrà chiusa e finalmente si potrà smettere con l’ipocrisia deviata che contraddistingue l’uomo da sempre. Fingere l’amore, recitando la parte migliore. “Spartiamoci la torta, che s’è fatto tardi”


9 Responses to “Fine della recita”
By ventodipolente on gen 20, 2006 | Reply
ogni trapasso porta un nome un corpo un anima, quello che si vede e che si sente dopo molto spesso non è quello che è stato, ogni morte sveglia le anime quelle attente i perchè ed il coraggio di affrontare non il mito dolciastro nauseabondo, ma la carne quella vera quella che ha un odore normale bello brutto vivo non fantastico supremo incredibilmente santo…qualcuno muore gli succede qualcun altro la bava alla bocca delle successioni…qualsiasi successione mi agghiaccia mi terrorizza la morte in sè non mi fa paura la morte arriva si guarda in faccia ci prende per mano ci traghetta…o semplicemente ci leva dalle palle…poi tutto il corteo degli era meglio quando era vivo oh come ci manca…ma poi ci si dimentica si continua e soltanto in chi ha creduto amato sofferto e rimpianto rimangono i passi magari quei pochi passi impressi sulla terra con il loro reale colore…che rimane tale sotto i nostri occhi ogni qualvolta si ritorna su quei passi o su passi simili…la realtà non dovrebbe abbandonarci in quei momenti, momenti in cui gli sciacalli colpiscono, non bisogna mai abbassare la guardia…l’avidità è una baldracca immortale che ci chiava l’anima, penso sia l’unica volta in cui mi trovo daccordo con l’omino bianco che come profilassi invita a non chiavare un abbraccio fratellone
By Sioux on gen 20, 2006 | Reply
qualcosa che ha a che fare con silvio?gente che se lo sta leccando per bene prima di fare il salto sul nuovo carro?
By mascia on gen 20, 2006 | Reply
non ho capito niente.. va bene cosi, vero? O_ò
By JohnnyDurelli on gen 20, 2006 | Reply
Spietato e lucido come sempre
By flor on gen 20, 2006 | Reply
“son senpre i migliori che se ne vanno…” questa manca alla fiera delle ipocrite ovvietà. L’ho sentita anche ieri mentre si commemorava il sesto anniversario di morte di un latitante…
By momi on gen 20, 2006 | Reply
ma almeno le vecchie puttane hanno dato gioie o almeno godimenti, questi solo sodomizzazioni a forza di legge e non richieste,
ciao Preci,
m.
By Lullabye on gen 21, 2006 | Reply
Sembra la storia di una mia vicina di casa;Emma.
Faceva la prostituta d’alto borgo e negli ultimi anni si godeva la sua pensione in una casetta buia,piccola e molto silenziosa.
Non la andava mai a trovare nessuno tranne me che ero piccola e scassavo le palle a tutto il vicinato e un vecchietto solo che abitava di fianco.
Quando si seppe che iniziava ad avere problemi di salute invece si poteva vedere la fila fuori dalla porta di nipoti,figli,parenti non visti da anni ma molto affamati…io non la andavo più a trovare per il via vai che era di norma.
Una notte morì
da sola.Di lei mi rimane il ricordo di uno sguardo malinconico ma ancora lucido e una vecchia bicicletta.
By biancaneve on gen 22, 2006 | Reply
io c’ho una vicina bigotta di 94 anni,
vale?
By p.s.v. on gen 23, 2006 | Reply
Vento: hai colto la morte. se n’è andata mia nonna. e la fila di vipere a batter cassa si sta ingrandendo giorno dopo giorno. Fa pensare che hai colto tutto, fratello
Lullabye: gli altri siamo noi. la tua vicina di casa, per esempio, siamo noi. così come la fila di parenti arrivati solo con l’occasione della morte
Biancaneve. non vale mai