Il pedofilo della porta accanto
febbraio 20th, 2008 | by p.s.v. |A me Gianfranco Fini, con sta storia della castrazione chimica, un poco comincia a starmi simpatico. Voglio dire che secondo me ha ragione. Anzi. Per me la castrazione chimica è ancora troppo poco. Mi spiego. Tutti quegli italiani di merda che vanno in Brasile [con la complicità di molti tour operator], a sbattersi le bambine di sei, sette anni, io il cazzo, glielo taglierei davvero. Coglioni compresi. E poi, con un sorrisino stronzo tra le labbra gli direi. “Bene, adesso puoi pisciare tranquillo fuori dal water”
Ci sono solo italiani e tedeschi. Italiani e tedeschi di merda. Qui è troppo facile. C’è troppa fame. E loro si sentono forti, bravi. Con il loro cazzo che sembra non conoscere regole, inibizioni. Ecco, qui i turisti ragionano solo con il pene. Se lo facessero sempre, l’Italia e la Germania sarebbero popolate da maniaci sessuali impotenti. Ma forse è proprio così. […] Io spengo l’ennesima sigaretta. Butto giù l’ultimo goccio di questa schifosissima birra e vado via. […] Fuori del locale è un casino. Bambini nudi, con solo un paio di pantaloni corti addosso. Le bambine sono truccate. Quando mi fermano, riesco a vedere la morte nei loro occhi. Una ragazzina avrà si e no dodici anni. Ha un seno da paura. Qui il turismo si trasforma in pedofilia. PuraQui c’è la merda. E’ un film quello che stò attraversando. Bambini allucinati attaccati a bottiglie di colla litigano. Al nostro passaggio ci mandano a cagare. “Vaffanculo italiani di merda.” Alla fine penso sia la verità. Qui i turisti si fottono i figli della povertà più assoluta. Bambine e bambini di otto, dieci anni. Otto, dieci anni. […] Siamo fermi accanto ad un banco ambulante gestito da Eva, una ragazza che conosciamo. Arriva uno storpio, sparando quattro cazzate in italiano. Un bambino è buttato per terra in mezzo alla strada. Un altro non finisce di tirare colla. Le case attorno sono fatiscenti. Noi siamo in mezzo al casino. Mi sale l’ansia, fumo una canna e bevo qualcosa. Alcune bambine mi chiamano. Una mi prende per mano, un’altra mi fa vedere il seno. In strada. E’ vestita di rosso. Torno da Nicola. Antonio è immobile. Siamo dentro un film. […] Vedo la polizia militare che non muove un dito. Guarda e basta. Tutto tranquillo com’è
Forse è meglio così. Di solito se c’è da fare pulizia, li uccidono di botte tutti questi bimbi, ma forse stanno solo aspettando che si addormentano. Vedo turisti dai trenta ai sessant’anni con bambine per mano. Una di loro sta facendo un bocchino ad un fottutissimo tedesco di merda. E’ seduto su di una sedia. Lei inginocchiata ai suoi piedi, a succhiargli il cazzo. In strada. […] Nella discoteca vicino è un casino. Di turisti e bambine. Siamo in Brasile, quello vero. Non quello del carnevale, certo. E i turisti sono quelli veri, che a casa hanno moglie e bambine. Bambine vere.
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Tags:brasile, castrazione chimica, diario di viaggio, Gianfranco Fini, pedofilia, tour operetor, turismo sessuale
4 Responses to “Il pedofilo della porta accanto”
By Richard Gekko on feb 20, 2008 | Reply
Preci, la questione è sempre una sola porcodio: il denaro, chi ne ha tanto da comprarsi un corpicino con cui giocare, chi non ne ha mai da dovere vendere il proprio corpicino come un giochino.
provo schifo per quegli individui che nella vita normale sono stimati professionisti, integerrimi padri di famiglia, però sono malati di incapacità di reggere un rapporto “alla pari”, tra adulti consapevoli e consenzienti….
By shot on feb 20, 2008 | Reply
perdonami, ma quest’argomento m’impedisce di lasciare un commento sensato….
forse perchè tutto questo un senso non ce l’ha…
io non ho avuto bisogno di essere morta di fame per regalare il mio corpicino…
qualcuno se lo è semplicemente preso…
Sei una gran bella persona PSV…davvero grande…ti stimo..
By Sioux on feb 20, 2008 | Reply
Già, ha ragione gekko. Anch’io sarei, a sangue, per quella soluzione. Però ieri sera ho sentito un politico che diceva che poi c’è il rischio che sta gentaglia usi altri oggetti per violentare i bambini o che addirittura paghino altra gente per fare sesso e loro lì a guardare.
La galera per 30 anni.
By puntokri on feb 21, 2008 | Reply
da madre con un bimbo/ragazzo di quell’età mi sento molto coinvolta dall’argomento, e io non sono cattiva, ma la castrazione chimica mi sembra davvero riduttiva, nel caso che si sia accertato il reato di pedofilia, propongo una tortura giornaliera continua inflitta dai genitori, parenti e amici dei “figli” interessati, e sono convinta che verrebbe applicata.