Lettura maniacale

gennaio 30th, 2008 | by p.s.v. |

Mi ha molto colpito il post di Maxime, sul bisogno che emerge in noi bloggers di mantenere segreta la nostra identità. E’ inutile che ci scrivo sopra qualcosa, Maxime lo spiega molto molto bene. Quello che voglio piuttosto riportare è un episodio che mi è accaduto non molto tempo fa.
Indirizzata a mia moglie è arrivata una lettera anonima su cui, in un foglio A4, era stampato un mio post abbastanza tosto con allegate un paio di fotografie dei miei figli recuperate da flickr.
Non sto qui a spiegare come sono andate poi le cose. Immaginate voi stessi cosa voglia dire provare quella squallida sensazione di essere osservati di nascosto. Spiati. Ricattati.
Esiste quindi il bisogno della privacy, almeno da parte mia.
Che però, riflettendo, la necessità di mantenere la propria identità segreta si scontra col bisogno di gridare al mondo i propri pensieri. Le parole, i dubbi. I punti di vista, le provocazioni. I sentimenti. E a tutto, avere il coraggio di dare un nome. Firmare il profilo di un volto. Metterci la faccia. Ed è proprio per questo che da un certo punto in poi ho smesso di nascondermi. Accettando di mostrarmi in tutti i miei lati. Segni compresi.
Il problema quindi emerge quando la lettura di uno scritto diventa una lettura distorta, che cerca in modo ossessivo e delirante di leggere la persona piuttosto che il suo blog, andando a scavare tra i titoli, le fotografie o i video, qualche “piccolo particolare” che possa in qualche modo incastrarlo. Metterlo all’angolo. Fargli del male.
E’ molto triste la cosa. E molto triste è la rinuncia di molti bloggers a scrivere liberamente di qualsiasi argomento, per la paura di essere riconosciuti in seguito, sgamati. Giudicati.

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  1. 18 Responses to “Lettura maniacale”

  2. By stranigiorni on gen 30, 2008 | Reply

    beh, piuttosto agghiacciante…
    mi dispiace.

  3. By shotenzenjin on gen 31, 2008 | Reply

    io nel mio blog ho rerso noto nome, età, luogo di residenza, lavoro che svolgo, i nomi delle figlie, che sono separata, che sono nuovamente fidanzata, che scopo, che cago, che mi scaccolo, che lavo le mutande in lavatrice piuttosto che a mano, che non ho i calli ai piedi ma mi mangio le pellicine delle unghie delle mani….

    forse non ho scritto il n. di conto corrente…
    ma semplicemente perchè non voglio dare delusioni a qualcuno…

    per il resto la mia vita è mia…qualcuno ci ha già provato a rovinarmela…non ci è riuscito!...
    figuriamoci se ci riesce usando il blog…

    :)

  4. By BESTIO on gen 31, 2008 | Reply

    maniaci, ovunque.

  5. By stefigno on gen 31, 2008 | Reply

    Psv a me personalmente è successo..si…di avere paura di scrivere la verità , di essere totalmente me stesso..insomma…pian pianino sempre più, ho sposato uno stile molto più VERO e SPONTANEO appunto perchè ci metto la faccia…ma la cosa ti lasca un pò basito…è vero…e maxime mi ha fatto riflettere…

  6. By Akyla on gen 31, 2008 | Reply

    Beh che dire… so cosa si prova perchè anche a me tempo fa hanno inviato una lettera anonima.
    C’è gente che ci prova gusto a fare del male gratuito… a che pro poi, non l’ho mai capito.

  7. By aitan on gen 31, 2008 | Reply

    condivido (tanto il disagio, quanto la voglia di mettersi in mostra così come si è, con tutte le contraddizioni che ci contraddistinguono)

  8. By Albi on gen 31, 2008 | Reply

    Sull’argomento sai come la penso.
    Chi non è capace di bloggare, chi cioè non è capace di spaziare con la mente, fermandosi molto prima e in anonimato ferire, è uno stupido.
    Io ho querelato, io ho preso gli indirizzi Ip e sono andata alla Polizia Postale. Ne parlerò, spero presto, ad indagini concluse, anche se già conosco i nomi dei responsabili. Taccio per ora, in attesa del giudizio, essendo garantista sempre e rispettando la presunzione di innocenza.
    Io bloggo per me, per gli amici, per chi ama leggermi e veder i miei scatti e voglio essere lasciata in pace.

  9. By laflauta on feb 1, 2008 | Reply

    Preci, io limito solo i riferimenti agli altri, per rispetto nei loro confronti. Ma alla fin fine, chi ti legge e ti conosce, pensa che si scriva solo per loro, che siano “messaggi in codice”, una sorta di presunzione che voglia vederli leggere nei post. E questo mi crea discussioni, litigi, ripicche, a non finire. Farei meglio forse a rimanere anonima, certo. O a limitare ciò che scrivo. Ma il prezzo da pagare, limitare quel briciolo di creatività che ancora non vien vincolato dalla ragione, è troppo alto, e preferisco il rischio.

    Ricordo la tua rabbia quando ci raccontasti della lettera a tua moglie. Ciò che mi è piaciuto è che da allora non hai affatto limitato i toni, o abbassato veli sulla tua identità, sei rimasto lo stesso. Questo l’ho apprezzato. Ogni tanto un po’ di coerenza.

  10. By Albi on feb 1, 2008 | Reply

    ... e poi dal marcio può sempre venir fuori qualcosa di positivo … anch’io ricordo quel post in cui raccontavi la storia ed è da allora che ho un amico in più ... ho iniziato a leggerti e a capirti …

  11. By p.s.v. on feb 1, 2008 | Reply

    @ Albi grazie davvero. Ti abbraccio

  12. By p.s.v. on feb 1, 2008 | Reply

    @ La Flauta coerenza si. a volte, quando non mi incasino. grazie del commento. mi ha fatto piacere

  13. By a on feb 1, 2008 | Reply

    E dai, non diciamo cazzate, i blogger sono una manica di esibizionisti da avanspettacolo che ha trova un piacere insano nel mettere le foto dei figli su flickr e RENDERLE PUBBLICHE.
    P.s.v., cazzo, se non vuoi i fogli a4, chiuditi in casa, stacca il telefono e chiudi le tende. E non parlare dei cazzi tuoi su un blog. (Infatti c’è una differenza, neanche troppo sottile, tra i cazzi propri e i “pensieri” e le “riflessioni”. Pensaci, e poi mi dici)

  14. By p.s.v. on feb 1, 2008 | Reply

    @ a Se mi dici chi sei, magari possiamo anche iniziare un dialogo o per lo meno io potrei dirti quel che penso rispetto la tua provocazione. L’anonimato. E’ un po’ come se il papa lanciasse continuamente messaggi contro la contraccezione, l’aborto e via dicendo, usando la figura di beppe grillo.

  15. By FulviaLeopardi on feb 2, 2008 | Reply

    mi ricordo che ne avevi già parlato
    a me fortunatamente non sono mai capitate cose del genere, anche se so che ultimamente un sacco di persone che conoscono vengono a farsi i cazzi miei online

  16. By p.s.v. on feb 2, 2008 | Reply

    @ tutti Comunque sia, con questo post non volevo riportare nuovamente l’episodio della lettera. Ma fare una riflessione che poi è riportata nelle ultime righe del post e che riporto qui sotto.
    Il problema quindi emerge quando la lettura di uno scritto diventa una lettura distorta, che cerca in modo ossessivo e delirante di leggere la persona piuttosto che il suo blog, andando a scavare tra i titoli, le fotografie o i video, qualche “piccolo particolare” che possa in qualche modo incastrarlo. Metterlo all’angolo. Fargli del male.
    molto triste è la rinuncia di molti bloggers a scrivere liberamente di qualsiasi argomento, per la paura di essere riconosciuti in seguito, sgamati. Giudicati.

  17. By Sioux on feb 3, 2008 | Reply

    purtroppo è pieno di persone che cercano di leggere tra le righe anche quello che in realtà non c’è. Scavano, in silenzio, e con l’anonimato rovinano anche le amicizie. Si fanno i loro viaggi del cazzo e poi ti sparano addosso le lor paranoie. Da queste persone cerco di difendermi mantenendo un semi anonimato. Vorrei scrivere di cose che non ho mai detto a nessuno. Vorrei finalmente liberare quei pensieri….ma non si può. Non c’è un cazzo da fare Preci. Non è per la paura del giudizio di qualcuno, ‘che di quello non me ne frega molto. E’ per i guai che verrebbero fuori, coinvolgendo terze persone.

    Aprire un secondo blog dove poter scrivere in completo anonimato? sarebbe una sconfitta totale. Scrivere sul blog “ufficiale” alcune cose, discuterne con amici che conosci da anni e “negargliele” altre, scritte in anonimo altrove, non mi piace per nulla. Lo sento come un piccolo tradimento.
    Il semi anonimato e questa auto limitazione nello scrivere è una piccola sconfitta. Una privazione, per me anche dolorosa, della libertà.
    Non trovo altre vie. Ed è vero quel che dici: è molto triste.

  18. By laflauta on feb 3, 2008 | Reply

    Potrei raccontarne, di “sgamate”, da riempir pagine. La moglie di un amante, il collega invidioso che mi denuncia col direttore per via del blog, pseudofidanzati visti crocifiggere tra le righe, o semplici persone che non conosco assolutamente, che mi spuntano fuori ad un concerto, dichiarando di sapere pressocchè tutto di me.
    A volte mi sento in gabbia. Nello scrivere, soprattutto. L’esser completamente liberi, e completamente alla mercé di chi ci legge, può esser ancora più triste.

  19. By stella on feb 13, 2008 | Reply

    psv…psv…quanti anni sono?
    vado torno rivado …ma ti ritrovo sempre qui. con questi pensieri uguali ai miei. cosi’ uguali.scrivi libero come la luce. come hai sempre fatto. sei bellissimo. sei puro. chi non vede questa luce deve mandare luride missive senza faccia. gretti soggetti striscianti nell’ombra.
    “sono vento nei capelli… lo vuoi capire che sarò sempre tuo amico…”

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