Un’infinita colonna in silenzio

marzo 20th, 2008 | by p.s.v. |

Saranno state si e no le otto e trenta che faccio accendere il volvo da chi solitamente m’accompagna, lasciando che il motore raggiunga il calore desiderato e allo stesso tempo l’aria condizionata sparga l’abitacolo della sua leggerezza artefatta. Mi avvio. La strada che percorro è libera. Liscia come la tua pelle. E mentre “Tabula Rasa Elettrificata” fa da colonna sonora a questo meraviglioso mattino di marzo, guardo sorpreso la corsia opposta alla mia far scorrere una colonna infinita d’auto che sembrano percorrere in automatico la strada della felicità[?]. Formiche instabili che devono divertirsi, staccare col mondo e rilasciare i propri nervi. La corsia opposta alla mia porta indifferentemente al mare o in montagna. In collina o in qualche parco divertimenti. I visi che la percorrono hanno i segni della tristezza. Dell’insoddisfazione. Del nervosismo. Un padre stacca, in una frazione di secondo, la sua mano destra dal volante per tatuarla sul volto di suo figlio. Una coppia sta litigando. Non sanno mettersi d’accordo tra mare e montagna. C’è chi ha deciso che tanto oggi iniziano le vacanze pasquali. E quindi sosta nell’unico spiazzo sporcato di verde che la statale 260 mette a disposizione. Pic-nic tra le immondizie gettate al volo dagli automobilisti in corsa e i fumi di scarico di questo immenso formicolio d’auto. Salame, pane biscotto e vino nero. Un uomo sulla cinquantina inserisce la folle. Esce al volo dall’auto cercando di capire, guardando in lontananza, dove sia il problema. Incidente o lavori in corso il primo giorno delle vacanze pasquali? Dalla corsia opposta chiedo di poter fermarmi anch’io, che voglio osservare meglio lo show, gustandomi quel caffè che devo ancora bere. C’è una cosa che salta all’occhio. Ci arrivo dopo un po’ mentre sto gustando la mia seconda diana rossa morbida. Nessuno all’interno delle auto che formano questa colonna impazzita sta parlando. Tutti a verificare impossibili telefonate perse, a leggere i messaggi della vodafone, o ad ascoltare la musica imprigionati dentro i loro mp3. Gli unici rumori vengono dal rombo dei motori che piloti provetti fanno scattare non appena hanno due metri di carreggiata libera davanti ai propri bolidi con le tette rifatte. O dal pianto di qualche bambino soffocato immediatamente dalla voce isterica della madre. Ma “ormai è tardi”. Devo riprendere la strada lasciatami libera da questo immenso ammasso di cercatori di quiete. Che il mio stereo parte in automatico non appena mia moglie accende l’auto. “Stupido Hotel” non pensavo nemmeno di averlo inserito nel mio caricatore CD.

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  1. One Response to “Un’infinita colonna in silenzio”

  2. By Irrisolta on mar 20, 2008 | Reply

    Sento la mancanza in questo post dei seguenti personaggi:

    – L’uomo dedito al carotaggio delle sue narici con abbondanza di diverse dita, il vero principe del tra-foro
    – L’uomo che piscia a bordo strada e magari dopo esserselo sgrullato porta la mano alla fronte per ripararsi dal sole e avvistare l’inizio della coda

    Però è bellissimo ed efficace anche così

    Irry

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