Violato
ottobre 20th, 2007 | by p.s.v. |Accade un giorno che Giorgia, una ragazzina di 13 anni si presenti accompagnata dalla madre alla stazione dei Carabinieri di Dueville, paese in cui abita, denunciando di essere stata violentata. Ha con sé il referto del pronto soccorso pediatrico, dove nero su bianco, il medico ha evidenziato il taglio dell’imene e un arrossamento che potrebbe anche essere causato da una violenza. Potrebbe.
Ai carabinieri la ragazzina racconta di essere stata stuprata da Karim un ragazzino extracomunitario di 15 anni suo compagno di classe. I fatti li descrive nei particolari. Fin troppo. Il pomeriggio dell’11 settembre scorso con amici e amiche si reca in un parco non lontano dal centro paese e non appena si trova assieme al compagno, con cui nei mesi precedenti ha avuto una relazione affettiva, subisce una violenza sessuale. Nessuno degli amici si accorge di nulla. Passiamo avanti. Racconta inoltre che lo scorso 10 ottobre è in compagnia di una sua amica, Sara, 13 anni come lei. Decidono di andare a cercare Karim il giovane da cui è stata, a suo dire, violentata il mese precedente. Racconta di averlo trovato e insieme di essere andati a casa di un amico. I due si appartano in camera, mentre l’amico e Sara, con cui Giorgia era arrivata, se ne stanno nella stanza a fianco. Racconta di essere stata trattenuta a forza e stuprata. Gli amici nella stanza a fianco non si accorgono di nulla, pur entrando qualche volta nella camera dov’erano i due amichetti. Dopo una mezz’ora le ragazze se ne vanno, non prima di essere andate a comprare le sigarette per Karim. Molto strano.
Partono così le indagini dei carabinieri e nel frattempo la voce si sparge per tutto il paese e i suoi dintorni. Nel giro di qualche ora, il ragazzo è già diventato il mostro, anche se Carabinieri e magistratura sono solo all’inizio delle indagini. Alle 8 del Lunedì successivo si forma un picchetto di genitori volontari davanti alla scuola media frequentata dai ragazzi, per impedire al “mostro” di partecipare alle lezioni. La minaccia di questi estremisti è di togliere i propri figli dalla scuola e iscriverli in un’altra. Il preside prende tempo e tiene con se il ragazzo nel proprio ufficio. A questo punto escono i carabinieri e con loro i giornalisti de “Il Giornale di Vicenza”. Ha inizio la caccia e il linciaggio mediatico nei confronti del ragazzino. Nel frattempo Karim è descritto fatalità da gran parte dei cittadini come balordo e tossicodipendente. I giornali cavalcano l’onda. Partono una serie di articoli da prima pagina nei giorni di martedì, mercoledì e giovedì, dove vengono stravolti completamente i fatti. Le dichiarazioni stesse dei ragazzi che erano in compagnia dei due minori in entrambi gli episodi, nelle varie testate giornalistiche appaiono completamente diverse da quel che hanno dichiarato agli inquirenti. Di pari passo le emittenti televisive locali. Il mostro nero è lui. Trovato. Il ragazzo cerca di difendersi. Invano. I giornalisti assediano la povera casa della famiglia di Karim cercando una dichiarazione magari dettata dalla rabbia o dalla paura di essere ingabbiato in una storia più grande di se. I giornalisti cercano una foto, pur essendo il ragazzo minorenne. Il preside decide di lasciarlo a casa da scuola per qualche giorno. Decisione azzardata in quanto entrambi gli episodi denunciati da Giorgia sono avvenuti fuori dalla scuola media statale A.G. Roncalli di Dueville. In soccorso del massimo dirigente scolastico si muove addirittura dalla regione l’onorevole Elena Donazzan, che dalla sua poltrona denuncia l’episodio esprimendo parere positivo per l’espulsione immediata del ragazzo dalla scuola.
A questo punto però, accade che un gruppo di cittadini si ribelli all’accanimento instancabile che sta distruggendo la vita di questo ragazzino poco più che quindicenne. Inizia così una collaborazione per fare in modo che il minore accusato e la sua famiglia non si sentano emarginati da tutto e tutti in un momento così delicato. Anche perché quella di Karim è una famiglia di extracomunitari. Il padre, per la situazione venuta a crearsi, ha paura di perdere il suo posto di lavoro. La madre è terrorizzata perché ha capito dalla chiacchiere di paese che il figlio debba essere espulso dall’Italia e rimpatriato in Ghana dove non c’è più nessuno in grado di assicurare al ragazzo la possibilità di crescere in modo dignitoso. L’ansia e la difficoltà a capire la lingua giocano di questi scherzi.
Il fronte di solidarietà di questo gruppo di cittadini si rende necessario anche per sopperire a delle mancanze enormi della pubblica istituzione. Dal comune nessuno si rende infatti disponibile a spiegare alla famiglia che il minore ha assoluto bisogno di un avvocato difensore. Nessuno nell’istituzione pubblica, ad esempio i servizi sociali, è vicina alla famiglia per fare in modo che il linciaggio non sia così devastante. Fortuna che le persone ci sono e la solidarietà non è solo fatta di parole ma soprattutto di fatti. Chi riesce a trovare un buon avvocato, chi una parola di conforto, chi mette a disposizione qualche risparmio. Molti, moltissimi semplicemente ci sono. Accade anche che gli amici stessi del minore, i compagni di scuola, di calcio o semplici conoscenti, si uniscano tra di loro per formare un grande e unico “laccio” di solidarietà. I compagni di scuola firmano una petizione per il ritorno immediato in classe del ragazzo. Le uniche firme contrarie sono della ragazza che lo ha denunciato e di una sua amica. Ma accade che i ragazzi vorrebbero dire molte più cose, far sentire molto di più la loro voce. E formano un gruppo, anche contro la volontà dei loro genitori che li vorrebbero fuori dalla vicenda, per gridare con forza la solidarietà al ragazzo e alla sua famiglia e per esprimere le proprie opinioni denunciando la persecuzione subita dal loro compagno e l’assurdità dei chiacchierii di paese.
Emerge nel frattempo che già un anno prima, i genitori di Giorgia (la ragazza che ha accusato il giovane Karim) avessero organizzato una riunione a scuola per fare in modo che il minore accusato fosse espulso dalla scuola. Questo per dire che l’accanimento nei confronti di Karim era iniziato già molto prima e in tempi non sospetti.
Accade che, contro ogni aspettativa quel che pensa la gente e quello che i ragazzi si dicono tra loro è che la ragazzina si sia inventata tutto per vendetta, dovuta a scelte affettive diverse da parte di Karim e costretta dalla propria famiglia e in particolare dalla madre a non cambiare versione. Madre che nel frattempo gira il paese per mostrare ad amici e conoscenti l’esito della visita fatto alla figlia dai medici del pronto soccorso pediatrico. Madre che intanto, ha già provveduto ad iscrivere la figlia in una scuola media di un paese a 10 km da Dueville.
Ma accade anche che la macchina burocratica della giustizia si metta in moto comunque. Inarrestabile. L’accusa è pesantissima. Stupro. Il minore Karim viene arrestato e trasferito presso il carcere minorile di Treviso in attesa che le indagini finiscano. Ora non resta che la speranza in una giustizia vera, autentica, che imposti le indagini su fatti realmente accaduti e non eseguita in modo grossolano e approssimativo da giornalisti bisognosi di piccole dosi di gloria quotidiana o da genitori teledipendenti e lontanissimi dalla vita dei propri figli. Perché comunque siano andati i fatti, siamo di fronte ad un ragazzino di 15 anni a cui deve essere restituita la propria dignità.
Buona visione.
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7 Responses to “Violato”
By shotenzenjin on ott 22, 2007 | Reply
porco dio….mi fa schifo questa italia….
By Richard Gekko on ott 23, 2007 | Reply
i paesi di provincia sono più “merdosi” della città. A vicenza domenica mi è capitato di leggere una scritta sul muro “copeve bianchi di merda! just 4 my niggaz” e mi ha reso di buon umore, perchè finalmente non si lasciano schiacciare in un angolo questi negri. Era ora che mostrassero i pugni a noi itaglioti del cazzo! E’ chiaro che A.B. non ha fatto un cazzo e sarebbe giusto che la scopasse a sangue questa nico, e anche sua madre!
By Albi on ott 23, 2007 | Reply
Desolata e sai perchè.
By tra on ott 26, 2007 | Reply
carne cruda…nel vetro di psv
By supergiovane on ott 30, 2007 | Reply
W 2ville
! allora!
By GIORGIA on gen 13, 2010 | Reply
queste storie sono brutte da sentire…
ma vorrei sapere se al posto di un ragazzo exstra comunitario ci fosse stato un ragazzo veneto?da una famiglia in bella mostra?
secondo me bisognerebbe capire il perche il ragazzo lo ha fatto… e se veramente i fatti sono andati cosi… ha 15 anni ed a una vita davanti è un ragazzo da oerdonare e da capire ovviamente questo e il mio pensiero…