Airbag, ultimo libro di Gianni Solla
maggio 16th, 2008 | by p.s.v. |
Maurizio vive in una casa completamente vuota, lavora come programmatore in una software house, mangia solo cibi industriali, soffre di attacchi d’ira ed e’ vittima di una sessualità paranoide. Un guasto di un ripetitore della Telecom permette al suo televisore di ricevere l’audio delle conversazioni telefoniche degli abitanti del suo quartiere. Maurizio registra e cataloga i dialoghi, ne impara a memoria intere frasi e le usa per riconfigurare una propria nuova mappa emotiva. Viviana e’ obesa, e tutte le sere chiama il numero anti-violenza, sussurrando perché suo marito non la senta. Dal telefono al televisore di Maurizio: quelle telefonate diventano un’ossessione. Viviana diventa il suo Cristo con le bruciature di sigaretta sulle braccia, l’unica capace di redimerlo. La segue, ne traccia un profilo psicologico e, infine, si decide a incontrarla. Poi la morte del fratello di Maurizio, paralizzato a seguito di un incidente automobilistico, l’incontro con una squillo di lusso, il tango, i naziskin, una spirale di incastri narrativi.
Airbag narra le storie così come non dovrebbero essere, un perimetro disturbante di parole a delimitare l’area di una vicenda scritta e vissuta interamente sopra le righe.
Come faccio a resistere? Ad aspettare il corriere che mi consegni il nuovo libro di gianni dell’hotel messico? Devo per forza trovare un’alternativa. Un casino. Un vizio.
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3 Responses to “Airbag, ultimo libro di Gianni Solla”
By Irrisolta on mag 19, 2008 | Reply
Prendo nota.
Assieme al biglietto per il concerto di Feist sarà la mia prossima spesa.
Bacccci
Irry (topa di biblioteca)
By flegra on mag 21, 2008 | Reply
l’ho letto e mi è piaciuto molto, spero di trovare al più presto altri libri di gianni solla.
mi piace:)
By zuppelatt on dic 19, 2008 | Reply
secondo me fai cagare, il che, sotto un certo punto di vista (quello di uno stitico) può essere anche cosa buona&giusta. ciòdetto ribadisco il mio concetto: niente di nuovo, tutto già letto ed i riferimenti a palahniuk potevi risparmiarteli.