Prima che l’illusione si sia mossa

aprile 4th, 2008 | by p.s.v. |

Ad un certo punto caricava di tono. C’erano almeno due chitarre elettriche che partivano insieme in un crescendo di note secche. E la batteria. Che da piano si alzava fino a raggiungere una potenza da spaccarti il cuore. Il basso dettava i tempi fino a lasciare lo spazio e la scena alla voce. Pura. Aumentata nei kw per risaltarne il rombo. Sembrava una corsa di macchine. Come quando le senti arrivare da lontano che ancora non le vedi. Che d’un tratto ti sfrecciano davanti segnando le vene più grosse del corpo, facendoti salire un adrenalina da panico. Sensi trasportati per aria in balia del vento e delle note.
Era il momento migliore. Dovevo portare al limite quello che sentivo dentro. Sicuro, fosse il momento di osare. Di uscire allo scoperto. Di rischiare la vita. Le mani, il cuore. E tutto ciò che avevo compresso fino a quel momento, tra i brandelli più nascosti di un corpo che aveva deciso di spegnersi.
Rischiare. Punto e basta. Saltare i trecento tre centimetri di muro liscio. Cemento armato negli anni dalla vita. Dalle cicatrici. Vivere, è un rischio da correre. Ed è il rullante della batteria a lanciarti. Quello che c’hai qui, scavato nel petto. Quello che pompa il sangue al tuo corpo. Quello che batte in un crescendo sempre più forte di note secche. Fino a lasciare spazio alla voce. Pulita. Aumentata nei kw per risaltarne il rombo.

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  1. 4 Responses to “Prima che l’illusione si sia mossa”

  2. By Http500 on apr 4, 2008 | Reply

    Cronometra! :D

  3. By Clockwise on apr 4, 2008 | Reply

    ...dicevo: “Vivere, è un rischio da correre.”
    Sei parole, sei grande!
    ;-)

  4. By Irrisolta on apr 4, 2008 | Reply

    Questo post mi ha ricordato “Despero” di Morozzi.

    Baccci

    Irry

  5. By Rob on apr 4, 2008 | Reply

    Fata Morgana… ecco cos’è il titolo.

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