Cinque trip di ricarica

novembre 16th, 2005 | by p.s.v. |

Mio figlio, che c’ha sette, conosce perfettamente a memoria tutte le pubblicità che riguardano la telefonia e i servizi telefonici in genere. Per conto mio c’è sotto qualcosa di occulto. Assumere trip a quell’età è da coglioni, porco dio A questi gli han trovato la droga di stato, credimi.

  1. 12 Responses to “Cinque trip di ricarica”

  2. By laflauta on nov 16, 2005 | Reply

    Preci, fammi parlare dunque
    Quel coglione del mio exmarito ha regalato, per il suo compleanno, un telefono cellulare nuovo di palla (con numero e tutto, mica un giocattolo) a mio figlio. E tu sai bene che Gabry ha SOLO SEI ANNI!
    Che cazzo se ne fa a sei anni di un telefono? Così suo padre (che tanto quando serve non si fa mai trovare) può controllarlo/ci? Bell’esempio educativo.
    Pazienza che poi con quel cellulare può telefonare a carabinieri, polizia e chissà chi altri, anche a credito esaurito.

    Ok, perdona lo sfogo. Però, pazienza la gente cogliona che non conosco, ma pure quel cretino che mi son sposata deve mettercisi!

  3. By Mascia on nov 16, 2005 | Reply

    che l’Adriana, la Megan e Valeriona diano assuefazione? O_o

  4. By ventodipolente on nov 16, 2005 | Reply

    il progetto che sta dietro al rincoglionimento del telespettatore ha una duplice funzione sociale primo creare soggetti pronti a comprare tutto, e poi se chi organizza le televendite si candida alle politiche pure farlo votare così come il consumatore medio compra le cose ovvero senza chiedersi un cazzo, poi lo si educa a rompere le palle non a chi ha organizzato tutto ma al commesso al telefonista oppure a qualsiasi minchione preposto a prendersi gli sputi in faccia sempre e comunque da quei soggetti che hanno progettato questo marchingegno perfetto e che tra le altre cose si beccano tutti i profitti lasciando le briciole agli altrii e poi magari vengono pure eletti e considerati i salvatori della patria ah dulcis in fundo fanno il cazziatone alla massaia perche non sa comprare una sega, o meraviglia delle meraviglie fenomeno spaziale la tv che dice di stare attenti ai danni che essa stessa può provocare, gesto adorabile e premuroso, premesso questo siamo noi che dobbiamo comprare le mutande di ferro ai nostri figli, e dare loro la chiave se lasciamo che la tv internet o chi per loro siano i nostri educatori vogliamo proteggerci con corazze di burro da una colata di lava…detto questo il mio lavoro è risolvere i problemi dei soggetti che utilizzano i cellulari un consiglio a tutti rompete il cazzo prima di comprare non dopo aver comprato fidandovi di una pubblicità con un troione rifatto fino al buco del culo…grazie

  5. By laflauta on nov 16, 2005 | Reply

    ventodipolenta, mi mandi il tuo indirizzo di casa? Per natale ti vorrei regalare uno scatolone pieno di punteggiatura.

  6. By p.s.v. on nov 16, 2005 | Reply

    Ventodipolente: io ti amo

    Mascia: quelle che dici te provocano dipendanza da fica. il che è una bella roba. io parlo d’altro.

    La flauta: buttalo nel cesso il cellulare a tuo figlio. leggi ventodipolente e lascia stare la sua mancanza di punteggiatura. lui è bello sempre. e su tutto fatica a sparare stronzate

  7. By emisola on nov 16, 2005 | Reply

    con te e ventodipolente posso essere sempre e solo d’accordo.
    anche se poi, io, per natura, tratto sempre e solo il lato emotivo-emozionale di ogni vostra questione, come in questo pezzo…

    • Non Voglio Più Affidare I Miei Sentimenti Ad Un SMS *

    “Trovo tuttora molto squallido il pensiero che la solidità dei rapporti umani venga messa alla prova dai telefoni cellulari”. – Nana Osaki –

    160 caratteri non bastano a dire niente.
    Nemmeno 160 caratteri x 3 sono sufficienti.
    Voglio espandermi al di là di questa gabbia di spazi illusori.
    Non voglio comprimere e abbreviare le parole, voglio che si estendano in tutta la loro completezza.
    Un ti amo digitato è un ti amo in meno pronunciato dalle mie labbra.
    E gli aberranti TAT o TVTB sono un tentativo di comprimere l’affetto, di ridurlo in una sigla ormai priva del suo slancio emozionale.
    Formule che diventano ‘pro forma’, moderne clausole metriche di versi sincopati.
    … Emoticons …
    Quando cerco di mettere insieme punti, virgole, trattini e parentesi per riprodurre la mia espressione mi accorgo che non esistono interpunzioni per ritrarmi, per dipingere le pieghe del volto, il sorriso abbozzato, lo sguardo perso, il luccichio degli occhi, la paura che trasfigura, il timore sottile, il tremore delle dita rattrappite, la rabbia che esplode.
    Impossibile far quadrare emozioni in alfabeti poveri.

    fanculo ai cellulari.

  8. By Yoshi on nov 16, 2005 | Reply

    ventodipolente c’ha ragione c’ha. e pure preci. ve lo dice uno che ha due sim

  9. By aitan on nov 16, 2005 | Reply

    io credo di essere l’ultimo mohicano a non avercelo l’apparecchietto

  10. By Sioux on nov 17, 2005 | Reply

    l’unica cosa buona di quelle pubblicità?
    Mio figlio ha imparato a memoria “come stai” di Vasco.
    Guardiamo il lato positivo della cosa…
    Ciao Preci!

  11. By laflauta on nov 17, 2005 | Reply

    Io invece sostengo l’sms. Scritto per esteso, come moderna missiva d’amore. Perchè non li mandano solo i ragazzini…su…..

  12. By sahishin on nov 27, 2005 | Reply

    gira molto il “tutto intorno a te” più aziende lo stanno usando come slogan…vorranno mica dirci che siamo circondati??

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