Raitivùraitivù
febbraio 13th, 2008 | by p.s.v. |“Ci fanno vedere ciò che vogliono“. Non scopro certo l’acqua calda. La televisione è, forse, il più grosso mezzo per fare disinformazione. E non solo adesso, che il più “grasso” editore italiano si sta autoproclamando nuovo presidente del consiglio. È stato così anche in passato. Sempre. Quindi mi sono voluto togliere uno sfizio facendo una piccola ricerca volta a scovare quelle verità che negli anni ci sono state negate. Tre storie diverse, tre casi che, tra la fine degli anni settanta e i primi anni ottanta, hanno fatto discutere, parlare di sé, appassionare migliaia di telespettatori, a cui però è stata negata la verità. E con essa la possibilità di conoscere la storia, l’andamento civile e politico della nostra società, la possibilità di crescere. Un pezzo di cultura sepolta.
Il trucco è semplice. Molto semplice. Si racconta la storia e si cambia il finale. O peggio ancora, non lo si dice. Ovvio, che il corso della storia poi, cambia. Ma facciamo un po’ di ordine, raccontando il finale di queste tre storie.
Heidy. La credevamo contenta e spensierata “lassù nei monti”, in compagnia del nonno, dell’amico Peter, del cane Nebbia e di tutto il gregge di pecore. Compresa Fiocco di Neve. Beh, non è andata proprio così Ci è stato negato di sapere che col passare del tempo, la solitudine e il carattere burbero del nonno ebbero degli effetti catastrofici sulla propria psiche trasformandolo in una persona cattiva. Chiamò il cane Nebbia e stuprò la piccola. Una scena orribile. Nuvola teneva ferma, mordendola alla gola, la povera piccola e indifesa Heidy. Mentre il nonno la violentava con foga inaudita. Crebbe segnata dentro. La sua gioia di vivere si trasformò negli anni in rabbia, assopita nel tempo da massicce dosi di eroina. Ad intervenire all’interruzione del programma e a nascondere al pubblico la verità intervenne la Chiesa decisa a combattere la legge sull’aborto. Il nonno, infatti mise incinta la piccola e per le assistenti sociali non c’era altra soluzione che l’interruzione di gravidanza.
Candy Candy. La biondina carina carina, orfanella e crocerossina. La sognavamo sposata felice e contenta con il buon Terence che fino all’ultimo la tenne in sospeso dichiarando solo alla fine tutto l’amore per Candy, rinunciando per sempre a Susanna, la ragazzina sfigata in carrozzella. Le cose col tempo cambiarono. Ed anche in questo caso, ci è stato tenuto nascosto che la situazione precipitò. I due innamorati si lasciarono e Candy iniziò un percorso di autodistruzione che la portò alla morte. La vita di coppia evidenziò tutte le mancanze affettive di cui la bella Candy da sempre soffriva. La perdita precoce dei genitori, le violenze subite in quell’orribile orfanotrofio gestito da suore perverse e cattive, l’equilibrio col proprio amore in realtà mai trovato. Morì in una giornata di primavera. L’anoressia l’aveva ridotta a pesare 18 kg. Anche in questo caso la chiesa cattolica bloccò il programma perché non si affrontasse l’annoso problema della pedofilia all’interno della chiesa. Erano infatti ben dettagliati i trascorsi di Candy in orfanotrofio e le violenza subite da suore, suorette, madri e superiore
Remì. Gli ambientalisti, vicini all’allora governo Moro chiesero ed ottennero la censura di un un ultimo episodio, stroncato direttamente dall’allora direttore Rai di corrente democristiana. Remì stava passeggiando tranquillo per le strade di Parigi quando ad un tratto, una banda di ragazzacci monelli, lo accerchiò. In tre lo tenevano fermo, immobilizzandolo. Gli altri due, presero la sua amica scimmietta, la scuoiarono da viva. E la impiccarono davanti ai suoi occhi colmi di pianto e rabbia. Alla fine lo riempirono di cazzotti canticchiando “dolce Remì…piccolo come sei, per il mondo tu vai” e lo gettarono nella Senna.
“Ma restate pure calmi lì seduti al bar/ con il vostro Dio, ed i vostri “piccoli guai”/ No! non è successo niente la vostra casa è là/ e nessuno ve la toccherà”. (Vasco Rossi)
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Tags:aborto, berlusconi, candy candy, censura, chiesa, haidy, informazione, pedofilia, politica, remì, televisione

7 Responses to “Raitivùraitivù”
By Rob on feb 13, 2008 | Reply
Wow, pesante.
Mila e Shiro. Il fratello di Mila muore nel disperato tentativo di recuperare una palla scappata dalla rete che la conteneva. Shiro si mette con Mila ma nel frattempo ha una storia segreta con Nami. Mila, prima di una finale mondiale si rompe il crociato e scopre che Shiro la tradisce. Caduta in depressione fonda un partito e si candida alle elezioni. Vista l’alternativa alla sua proposta vincerà a mani basse.
By shot on feb 14, 2008 | Reply
vaffanculo. mi hai distrutto il mito della Candy Candy. da bambina non ho perso una puntata. Remì invece mi stava pesantemente sui coglioni. Peccato per la scimmietta, avrei scuoiato lui piuttosto.
By Musashi on feb 14, 2008 | Reply
Il tempo, ormai, ha smesso di creare eroi.
E lo dico con un certo ribrezzo, credimi.
By Albi on feb 14, 2008 | Reply
Quando fai così non ti sopporto!
By Richard Gekko on feb 14, 2008 | Reply
noi cresciuti negli anni ottanta saremo segnati a vita da questa cosa
By Lulla on feb 15, 2008 | Reply
... effettivamente la scimmietta non c’entrava niente … mentre Remi era insopportabile!
A me basta solo sapere che Actarus è diventato un po’ come Sean Connery …. sempre fico anche se canuto …
Un bacio!
By axell on feb 17, 2008 | Reply
Ma poveri… Che cattiveria…