Da una parte sola
agosto 24th, 2006 | by p.s.v. |Ho come l’impressione che il governo abbia alzato la voce un po’ troppo presto. Ed ora si ritrova solo, a sperare che qualcuno munito di idee un tantino più chiare, lo soccorra. Non è che inviare 3000 soldati sia stato uno slogan per rifarsi un nome politico? Perchè in realtà, questa gestione estera della “cosa guerra” è esattamente figlia del precedente governo. Oltre che azzardata, la decisione di autoproclamarsi leader della missione mi pare essere stata presa esclusivamente ad un livello gastrointestinale, senza calcolare nulla fin dall’inizio. Poi c’è sto “patto di ferro” con l’esercito israeliano che mi puzza. E mi irrita. Dal corriere leggo che:
“Israele ha ripetutamente detto che con l’arrivo delle forze internazionali le loro truppe si ritireranno. Su questo c’è un patto molto chiaro, un patto di ferro” continua Prodi confermando che giovedì pomeriggio vedrà nell’aeroporto militare di Grosseto il ministro degli Esteri israeliano Tzipi Livni
Come a dire che gli israeliani appena arrivano i caschi blù, smettono di ammazzare la gente? Cosa significa questo patto stipulato? Si vuol forse far intendere che loro sono più corretti? Più onesti? Più amici? O più creditori?
Leggo poi che la forza di pace [?] è autorizzata a sparare un po’ a chiunque.
«Non abbiamo ricevuto alcuna particolare richiesta di cambiamento», ha detto durante una conferenza stampa a Gerusalemme, «e questo ci lascia supporre che potremo completarle a breve». Più in dettaglio, le nuove regole di ingaggio autorizzano l’autodifesa, ma anche «l’autodifesa preventiva» contro un’aggressione prevedibile. Ma in molti casi, se le forze Onu non sono sotto attacco, l’uso della forza deve essere autorizzato da un ufficiale alto in grado. I soldati possono sparare anche contro chiunque ostacoli i loro doveri di garantire la sicurezza; la libertà di movimento del personale Onu e di quello umanitario e per proteggere i civili da qualunque attacco imminente. È incluso l’uso di «forza letale» per difendere le forza armate libanesi messe sotto scorta Onu, ma solo se la minaccia è armata. L’uso della forza deve essere comunque commisurato al livello del pericolo, ma può essere maggiore se necessario a ridurre al minimo in numero delle vittime tra i civili o tra il personale Onu.
Forse mi sbaglio, ma non ho letto da nessuna parte che le forze ONU possono sparare agli israeliani, se si mettono a rompere il cazzo o a non rispettare il famoso patto di ferro stipulato. L’impressione è che in queste operazioni si continua a stare da una parte sola.

4 Responses to “Da una parte sola”
By sioux on ago 25, 2006 | Reply
Mi girano le balle tanto da farle fischiare. E’ una guerra tra uno stato e dei terroristi. Uno stato che colpisce ponti, autostrade,centrali elettriche,aeroporti e altre infrastrutture importanti con la scusa che si deve difendere dai terroristi. Ma bombardare quelle infrastrutture non è terrorismo?Dov’è allora la differenza tra i due combattenti?
By FulviaLeopardi on ago 25, 2006 | Reply
ah, ma non lo sai? secondo israele su quei ponti strade e case c’erano gli Hezbollah
By Luachan on ago 25, 2006 | Reply
poi dicono che uno sbaglia a fare di tutta l’erba un fascio….
By sioux on ago 26, 2006 | Reply
Fulvia…ora è tutto chiaro!